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Lottando per la liberazione dei poveri e della Terra. Il numero di Voices sull'enciclica Laudato si'

Lottando per la liberazione dei poveri e della Terra. Il numero di Voices sull'enciclica Laudato si'

Tratto da: Adista Documenti n° 4 del 28/01/2017

DOC-2833. ROMA-ADISTA. Leonardo Boff l'ha definita la carta magna dell'ecologia integrale e in moltissimi ne hanno evidenziato l'assoluta rilevanza storica: di certo, la Laudato si' di papa Francesco, l'espressione più alta dell'interesse della Chiesa per lo stato della “casa comune”, è diventata un preziosissimo punto di riferimento per tutti coloro che hanno a cuore la difesa dell'ambiente. Un successo, insomma, davvero inedito per un documento papale: a circa sette mesi dalla sua pubblicazione, l'enciclica continua a suscitare l'interesse di credenti e non credenti, laici, religiosi, vescovi, esponenti di altre religioni, rappresentanti di movimenti popolari, ambientalisti, economisti, docenti universitari, sociologi. E naturalmente teologi, a cominciare da quelli dell'Associazione di Teologi e Teologhe del Terzo Mondo (Asett o Eatwot, nelle sigle in spagnolo e in inglese) che all'enciclica di papa Francesco dedica l'ultimo numero della rivista Voices, dal titolo, appunto, “Laudato si' ed ecologia”. 

Una preoccupazione, quella per la crisi ambientale e per la giustizia ecologica, che non è certo nuova per l'associazione, essendo chiaramente e pienamente riconducibile, come spiega nella presentazione del numero la teologa messicana María Pilar Aquino, al quadro teologico da essa sviluppato e promosso, centrato sulla «lotta dei poveri e degli oppressi contro ogni forma di ingiustizia e dominazione». Una preoccupazione, cioè, che si accompagna a quella costante «per la vita minacciata delle grandi maggioranze diseredate di questo mondo, che sono quelle che più soffrono le conseguenze della crisi ambientale». In questa prospettiva, evidenzia Aquino, il paradigma ecologico a cui l'Asett ha rivolto da tempo la sua attenzione denuncia e mira a superare «le contraddizioni inerenti al paradigma socio-tecnico meccanicista e strumentale promosso dalla modernità occidentale europea e poi ereditato e rimodellato dall'attuale sistema di mercato oligopolico caratteristico del capitalismo neoliberista mondiale», sulla base di una relazione sociale distruttiva con la natura e con gli esseri umani, e in particolare con le donne, vittime dell'egemonia patriarcale costitutiva del sistema dominante. 

È alla luce del paradigma ecologico liberatore che l'Asett, prosegue Aquino, «riafferma il principio dell'interdipendenza radicale, riconosce la diversità umana e la pluralità della creazione, abbraccia la visione dei popoli ancestrali sull'integrità del cosmo» e approfondisce le «intersezioni tra ecologia, teologia, spiritualità e liberazione», nella consapevolezza che le religioni del mondo hanno «molte risorse da offrire per continuare a risvegliare impegni e spiritualità di trasformazione a favore della solidarietà mondiale, della pace, della giustizia e dell'integrità della creazione». 

Quelle religioni che, come Aquino sottolinea citando José María Vigil, hanno necessità di «avvertire il kairós ecologico di questa ora e rivolgersi al cosmo e alla natura per riconoscere in essi la nostra “storia sacra”, superando l'attuale divorzio tra scienza e spiritualità, tra religione e scienza, tra vita spirituale e realtà». E, così facendo, non limitandosi a «includere la “cura della natura” tra gli imperativi morali», ma raccogliendo la sfida di una «riconversione ecologica» della religione, con tutto ciò che questa comporta in termini di «trasformazioni profonde nell'epistemologia teologica», necessariamente legate a «un dialogo critico con le scienze ecologiche e con gli studi ambientali». Un dialogo che, a sua volta, «esige la ricostruzione olistico-liberatrice dei linguaggi religiosi su Dio, sul cosmo, sulla natura, sull'umanità e sulle loro mutue relazioni».  

Vi proponiamo ampi stralci dei contributi del gesuita e teologo filippino Jojo M. Fung e del teologo indigeno zapoteca Eleazar López Hernández, rimandando per la lettura dell'intero numero di Voices al sito della rivista (http://eatwot.net/VOICES). 

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