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Vaticanisti e papa: su Francesco opposte

Vaticanisti e papa: su Francesco opposte "tifoserie"

Tratto da: Adista Notizie n° 7 del 18/02/2017

38856 ROMA-ADISTA. Una delle conseguenze del pontificato “fuori dagli schemi” di Francesco è stata, tra le altre, anche quella di “sparigliare” le carte dell’informazione religiosa. Fino a qualche anno fa, infatti, l’approccio dei giornali e delle televisioni, anche di orientamento laico o progressista, ai viaggi, alle udienze, ai discorsi, ai documenti ed alle kermesse del papa – tranne rare eccezioni – era caratterizzato da toni piuttosto enfatici, quando non decisamente apologetici, comunque sempre positivi. Negli ultimi tempi la situazione è decisamente cambiata e sono diversi i vaticanisti che esprimono, anche in modo piuttosto diretto ed acceso, le loro critiche e le loro riserve nei confronti del papa; atteggiamento cui fa da pendant quello di altri commentatori di fatti ecclesiastici, il cui sostegno a Francesco assume a volte i tratti del tifo piuttosto che quelli della cronaca.

Sarà per l’anticonformismo di Bergoglio; sarà perché anche nei sacri palazzi, e in chi li osserva e li racconta, comincia a spirare aria di secolarizzazione; sarà per i provvedimenti presi da Francesco che hanno creato a volte sorpresa, altre sgomento; sarà anche perché l’avvento dei social network rende più facile (è anzi la funzione per cui sono nati) manifestare la propria opinione in maniera diretta e senza filtri; sarà per tutte queste ragioni, e forse per altre ancora, ma i vaticanisti stanno ormai abbandonando lo stile gessato e l’aplomb anglosassone a favore di una marcata polarizzazione tra chi difende sempre e comunque l’operato di Francesco e chi invece ha nei suoi confronti parole sempre più critiche.

Da parte di questi ultimi i rilievi arrivano prevalentemente, se non esclusivamente, da “destra”, poiché al papa vengono soprattutto imputati lo stile poco “pontificio”, l’atteggiamento per nulla ieratico e dichiarazioni e scelte che – a loro giudizio – rompono con la tradizione. Tra essi vanno certamente menzionati Antonio Socci, da sempre campione dell’ultra conservatorismo cattolico applicato al giornalismo televisivo e della carta stampata, che dalle colonne di Libero e dal suo blog “Lo straniero” (www.antoniosocci.com), dalla sua pagina facebook e dal suo account twitter sferra attacchi pressoché quotidiani a Francesco. Le recenti polemiche seguite all’affissione dei manifesti anti Bergoglio per tutta Roma (probabilmente un fatto locale, espressione della fronda ecclesiastica e curiale romana) hanno però indotto Socci a pubblicare (8 febbraio) un post nel quale denuncia che è in atto «una sorta di guerra civile tra cattolici, una criminalizzazione reciproca in cui non si ravvisa più molto di cristiano. Non si può andare avanti così», dice Socci, che invita a pregare per papa Francesco e poi anche per papa Benedetto, «perché possa essere accolto il suo paterno contributo alla vita della Chiesa in questo momento così delicato».

Un passato dal profilo liberal, ma da tempo passato su posizioni assai vicine al card. Camillo Ruini sulle questioni di politica ecclesiastica e ratzingeriane sul versante teologico pastorale, anche il vaticanista dell’Espresso Sandro Magister, soprattutto dalle pagine del suo blog (magister.blogautore.espresso.repubblica.it) dà voce a tutta quella parte dell’establishment ecclesiastico e degli intellettuali e teologi cattolici che criticano nomine, scelte, dichiarazioni e documenti papali.

In passato anche lui moderatamente liberal, ma oggi assai vicino alle posizione dei tradizionalisti cattolici è l’ex vaticanista della Stampa Marco Tosatti, che sul suo blog (www.lastampa.it/Blogs/san-pietro-e-dintorni, ma c’è anche un sito internet: www.marcotosatti.com) definisce «Amoris confusio» l’esortazione postsinodale del papa, dà ampio spazio a petizioni e prese di posizioni contrarie alla comunione ai divorziati, domanda provocatoriamente: «Islam è pace? Ne siamo sicuri?».

Sul fronte opposto quello che una volta era il “secondo” di Tosatti alla Stampa. Anche Giacomo Galeazzi ha un blog – “Oltretevere” – sulle pagine online della Stampa (www.lastampa.it/Blogs/oltretevere), ma è soprattutto dalla sua pagina facebook che difende con caparbietà il papa dai detrattori. Anche quando – il riferimento evidente è al “ravvedimento” di Socci – sembrano abbassare i toni. «Anni di attacchi a Francesco, ora una ritirata strategica. Domani?». Del resto, quello stesso giorno (9 febbraio), Galeazzi in un altro post scriveva: «Timeo Danaos et dona ferentes. No ai cavalli di Troia. Sì a Francesco, sempre». Perché i critici di Bergoglio, «come Pol Pot in Cambogia, bersagliano il papa e poi si meravigliano del conflitto».

Acceso sostenitore di Bergoglio è un altro giornalista della Stampa (con un passato nel Giornale di Berlusconi) Andrea Tornielli. Anche lui ha un blog, “Sacri Palazzi” (www.andreatornielli.it) . Anche lui difende a spada tratta papa Francesco. Il 5 febbraio scrive ad esempio: «Tra le critiche spesso feroci ed espresse senza un briciolo di carità che vengono rivolte all’attuale successore di Pietro c‘è anche quella riguardante le sue parole sul proselitismo. Francesco, peraltro citando il predecessore Benedetto XVI, continua a ricordare che la Chiesa non cresce attraverso il proselitismo, ma per attrazione e testimonianza».

Tra i sostenitori del papa, ma con minore vis polemica, anche l’ex vaticanista di Repubblica oggi commentatore di cose vaticane per il Fatto quotidiano Marco Politi, che dal suo blog (www.ilfattoquotidiano.it/blog/mpoliti) commenta così i manifesti contro papa Francesco: «L’attacco è stato preciso, violento, ben pianificato. Sbagliano i sostenitori di Francesco a voler minimizzare». Sulla stessa linea di sostegno, ma con judicio, il vaticanista di Repubblica (ex Foglio, con posizioni in passato decisamente più conservatrici) Paolo Rodari, che su Francesco ha scritto anche un libro (nel 2014) Il progetto di Francesco, con p. Victor Manuel Fernandez, teologo argentino amico di Jorge Mario Bergoglio.

Chi su Francesco ha decisamente cambiato opinione è invece il vaticanista del Tg1 Aldo Maria Valli, che ha anche lui un suo blog, www.aldomariavalli.it, oltre ad essere tra gli animatori del blog www.vinonuovo.it. Dapprima tra i fautori della “svolta” di Francesco, oggi ne mette in rilievo le contraddizioni sul piano dottrinario e pastorale. Afferma di aver cambiato atteggiamento dopo Amoris laetitia.

Durante una recente polemica con il vaticanista Luigi Accattoli (che dal suo blog, www.luigiaccattoli.it, è tra i sostenitori di Bergoglio ed aveva polemizzato con il repentino cambiamento del vaticanista del Tg1) Valli scrive: «Non posso nascondere che, dentro di me, si rafforza l’impressione che Francesco sia troppo spesso appiattito sul comune sentire, sul pensiero dominante, imbevuto di soggettivismo. Allo stesso modo, i richiami alla misericordia mi sembrano generici, ottimi per suscitare l’applauso dei laicisti ma non per confermare i fratelli nella fede».

* Foto di Raffaele Esposito tratta da Wikimedia Commons, immagine originale e licenza

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