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Salerno: iniziativa politica in chiesa. E una parrocchiana scrive al vescovo

Salerno: iniziativa politica in chiesa. E una parrocchiana scrive al vescovo

Tratto da: Adista Notizie n° 23 del 24/06/2017
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38989 SALERNO-ADISTA. Che la Chiesa di papa Francesco sia attraversata da profonde differenze e contraddizioni è testimoniato anche da piccoli eventi. Uno di questi si è verificato a Salerno: dove il 1° giugno nella parrocchia di S. Maria della Porta e S. Domenico si è tenuta una iniziativa chiaramente politica che certo stride con il timbro della pastorale pontificia. Lo ha “denunciato” a Adista una parrocchiana, a cui non è proprio andata giù la decisione del parroco mons. Franco Fedullo di ospitare negli spazi della parrocchia la “Festa della famiglia” con tanto di logo del partito “Popolo della Famiglia” di fronte all’altare. Ha quindi deciso si scrivere al vescovo mons. Luigi Moretti per richiamare l’attenzione su «un fatto che, nonostante si tratti di un partito di piccole dimensioni, non nasconde il vulnus creato dal parroco, che ha consentito un abuso che perfino Gedda era restio a commettere settant'anni fa». E ancora: «Mi auguro che vogliate indagare sulle responsabilità e che nella vostra arcidiocesi non avvengano più violazioni di questo tipo, (che sia una chiesa consacrata o sconsacrata o un locale dell'oratorio, credo che la Chiesa non dovrebbe dare i propri spazi ai partiti politici)». Va precisato, del resto, che l’iniziativa non era stata presentata come un’attività legata al minuscolo partito di Mario Adinolfi, noto per le sue posizioni intransigenti contro i diritti civili e reduce dalla batosta elettorale del 2016 alle elezioni comunali romane (0,6%). Sulla locandina figurava invece l’invito alla conferenza dell’avv. Gianfranco Amato, presidente nazionale Giuristi per la vita e collaboratore del giornale  La Croce, dal titolo eloquente: “La famiglia: progetto di Dio o prodotto dell’uomo?”. Amato è membro del Comitato “Difendiamo i nostri figli” e organizzatore del Family Day tenutosi il 20 giugno 2015 a Roma. Dunque un’iniziativa non neutra dal punto di vista politico. 

Rendono più chiaro il quadro le informazioni che si possono raccogliere su mons. Fedullo, il cui percorso ecclesiale non è stato certo privo di difficoltà. Dal Corriere del Mezzogiorno del 20 dicembre 2010 si apprende, per esempio, che don Franco sarebbe entrato in contrasto con l’allora vescovo mons. Gerardo Pierro per la militanza «in un gruppo di preghiera “dissidente” poi ampiamente riconosciuto». Su la Città. Quotidiano di Salerno e provincia del 27 gennaio 2013 figura un lungo articolo sulle polemiche provocate dalla possibilità di una promozione di Fedullo a vescovo. Scriveva allora un non specificato gruppo di sacerdoti che aveva deciso di mantenere l’anonimato: «Il (gruppo del) “Gregge” (L’Opera del Gregge del Bambino Gesù) è nato da quella che i sacerdoti stessi chiamano, in un loro documento, l’avventura di Caterina, depositaria di rivelazioni divine», la cui esperienza non fu mai sottoposta al discernimento ecclesiale. I sacerdoti puntavano il dito anche contro l’attuale arcivescovo «che si rallegra dei venti giovani entrati in seminario, mentre dieci vanno accreditandosi in giro come seminaristi del “gregge”». Il gruppo annunciava infine che «l’eventuale nomina produrrà in diocesi, non solo una larga disapprovazione, ma anche forti e incontrollate reazioni presbiterali e laicali». Dalla stessa fonte emerge che la polemica sarebbe proseguita ancora nel marzo 2016 attorno alla possibilità di un riconoscimento del “Gregge”: una notizia di cui non conosciamo quale sia stato l’esito. Tornando al presente, l’incontro organizzato con il sostegno del Popolo della Famiglia si inserisce dunque in un contesto diocesano molto caldo e probabilmente andrà ad alimentare nuove polemiche. 

* Foto di SOLOXSALERNO tratta da Wikimedia Commons, immagine originale e licenza

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