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Da padroni a custodi del pianeta. L'appello delle Chiese cristiane nel “Tempo del Creato”

Da padroni a custodi del pianeta. L'appello delle Chiese cristiane nel “Tempo del Creato”

Tratto da: Adista Notizie n° 31 del 16/09/2017

39064 ROMA-ADISTA. Anche quest'anno, a settembre, le Chiese cattolica, protestanti e ortodosse promuovono una serie di iniziative per la tutela della Creazione, in una fase storica di profonda crisi climatica che desta l'allarme – quello sì davvero “ecumenico” – delle principali comunità di fede. Dal 1989, il primo giorno dell'Anno Ecclesiastico ortodosso (1 settembre), coincide con la Giornata per la Creazione indetta dall'allora patriarca di Costantinopoli, Dimitrios I. In seguito, il 26 gennaio 2006, le Conferenze episcopali cattoliche europee hanno istituito, sempre nella stessa data, una Giornata Nazionale per la Custodia del Creato. L'anno successivo, poi, la Terza Assemblea Ecumenica Europea riunita a Sibiu ha esteso le celebrazioni ad un “Tempo per il Creato”, lungo tutto il mese di settembre, fino al 4 ottobre (festa di San Francesco d'Assisi, autore del Cantico delle Creature). Nell'agosto 2015, infine, papa Francesco, facendo seguito all'enciclica “verde” Laudato si' e inserendosi nel solco della tradizione ortodossa ed ecumenica, ha istituito il primo settembre come Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato (per seguire le iniziative promosse in tutto il mondo a livello locale, un ottimo riferimento è il sito http://it.seasonofcreation.org).

Custodi, non padroni

È stato diffuso il 1 settembre scorso il “Messaggio congiunto di papa Francesco e del patriarca ecumenico Bartolomeo per la Giornata Mondiale di Preghiera per il Creato”. L'ambiente naturale è affidato da Dio in custodia all'essere umano e «la nostra dignità umana e il benessere sono profondamente connessi alla nostra cura per l’intera creazione». Eppure, ammettono i coautori, il pianeta va in tutt'altra direzione, rivelando «uno scenario moralmente decadente dove la nostra attitudine e il comportamento verso la creazione oscura la nostra chiamata ad essere collaboratori di Dio». I due denunciano anche «la nostra propensione a interrompere il delicato ed equilibrato ecosistema del mondo, il nostro insaziabile desiderio di manipolare e controllare le limitate risorse del pianeta, e la nostra avidità per profitti senza limiti nel mercato», e sottolineano che «tutto questo ci ha alienato dallo scopo originario della creazione». L'essere umano non custodisce, ma si sente padrone della Terra, non la cura, ma la sfrutta e la ferisce, con conseguenze «tragiche e durevoli. L’ambiente umano e quello naturale si stanno deteriorando insieme, e questa degradazione del pianeta pesa sui popoli più vulnerabili». Ne consegue che il rispetto dell'ambiente e quello dei popoli sono due facce della stessa medaglia. Francesco e Bartolomeo ringraziano il «nostro amorevole Creatore per il nobile dono della creazione» e contestualmente invitano alla preghiera e all'impegno «per il bene delle future generazioni». Pregare per «cambiare il modo in cui percepiamo il mondo», per chiedere maggiore solidarietà, umiltà e responsabilità in campo economico e politico. L'appello finale è rivolto ai potenti della Terra: «Siamo convinti che non ci può essere soluzione sincera e durevole alla sfida della crisi ecologica e al cambiamento climatico se la risposta non è concertata e collettiva, se la responsabilità non è condivisa e affidabile, se non dà priorità alla solidarietà e al servizio».

La terra è di Dio

In vista del primo settembre, è stato redatto a maggio scorso dalle tre Commissioni Cei per i Problemi sociali e il Lavoro, la Giustizia e la Pace, la Custodia del Creato, per l’Ecumenismo e il Dialogo e per la Cultura e le Comunicazioni sociali, il Messaggio per la 12ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato dal titolo “Viaggiatori sulla terra di Dio” (v. testo integrale sul numero di Adista Segni nuovi allegato). Il documento, che attinge alla Laudato si', sottolinea che «la misericordia graziosa di Dio ha la sua prima espressione proprio nel gesto creativo che ci colloca sulla terra, donandocela come giardino da coltivare e custodire. È questo, tra l’altro, un elemento di convergenza ecumenica tra le diverse Chiese cristiane, così come un importante tema di dialogo interreligioso». Il Messaggio si chiude con l'insegnamento di Baden Powell per l'esperienza scout sulla «cultura della cura»: un gruppo scout lascia l'accampamento in condizioni migliori di come l'ha trovato e, allo stesso modo, «il mondo va lasciato un po' migliore di quanto non lo troviamo». Perché, in fondo, conclude il testo, «siamo viaggiatori su un terra che è di Dio e che come tale va amata e custodita».

Pregare e agire

Un cartello di realtà del mondo cattolico – tra gli altri, l'Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della Cei, il coordinamento di ong cattoliche Focsiv, la Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita e la rivista gesuita Aggiornamenti Sociali – hanno lanciato un appello alle comunità locali in occasione del mese dedicato alla Creazione, «per pregare ed agire per la cura del creato». A partire proprio dai messaggi di Francesco, Bartolomeo e della Cei, gli organismi chiedono di promuovere incontri di preghiera e di sensibilizzazione sulla questione ambientale, ma anche azioni simboliche, come per esempio l'adesione alla campagna di disinvestimento dai combustibili fossili, secondo le indicazioni del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima (il Gccm è una coalizione di oltre 400 organismi cattolici di tutto il mondo).

Chiese unite nella sfida

«I cristiani di tutte le tradizioni riconoscono la creazione come dono di Dio. Ecco perché siamo chiamati a prendercene cura e gestirla responsabilmente», afferma una dichiarazione congiunta sottoscritta dalla Conferenza delle Chiese europee (associazione ecumenica europea che riunisce le Chiese protestanti, ortodosse, anglicane e vetero-cattoliche, ma non quella cattolica), dal Consiglio delle Conferenze dei vescovi d'Europa (alla Ccee aderiscono 33 conferenze episcopali europee), e dalla Rete Ambientale Cristiana Europea (l'Ecen è una rete ecumenica per la cooperazione sui temi ambientali). «I recenti sviluppi – si legge nel documento – ci ricordano l'urgenza del continuo cambiamento climatico, della perdita della biodiversità, del crescente accumulo di rifiuti e molte altre sfide». «Parte del problema – denuncia – è legata al nostro egoismo, alla mancanza di attenzione e ad una diffusa errata visione del mondo come fonte di profitto». I firmatari ricordano la profonda interrelazione tra ecologia ambientale ed ecologia umana: «La cura cristiana della creazione è sempre legata alla cura di ognuno di noi come esseri umani, creati a immagine e somiglianza di Dio». 

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