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“Nashville statement”: chi approva l’omosessualità è immorale. E infedele al progetto di Dio

“Nashville statement”: chi approva l’omosessualità è immorale. E infedele al progetto di Dio

Tratto da: Adista Notizie n° 31 del 16/09/2017

39072 NASHVILLE-ADISTA. Si chiama “Nashville Statement”, ed è stato diffuso il 30 agosto scorso, un documento elaborato da un gruppo di evangelici conservatori che condanna il matrimonio omosessuale e la fluidità dell’identità di genere e respinge una presunta cultura occidentale post-cristiana che deformerebbe il progetto divino sugli esseri umani. Un documento che ha immediatamente provocato reazioni contrapposte e polarizzate, di plauso e di indignazione.

La “Dichiarazione di Nashville” è stata redatta dal gruppo Council on Biblical Manhood and Womanhood, nato nel 1987 con sede a Louisville, Kentucky, ma è condivisa da altri gruppi evangelici come la Convenzione Battista del Sud, che rappresenta negli Stati Uniti la più numerosa denominazione protestante, per un totale di circa 150 firme, tra le quali quelle di personalità impegnate in passato nella politica nazionale, come James Dobson, fondatore di “Focus on the Family”. Il lancio del documento è avvenuto proprio durante la conferenza battista annuale della Commissione Etica e libertà religiosa, che quest’anno era centrata sul tema della genitorialità. Consta di 14 articoli che spaziano dalla proibizione del sesso fuori dal matrimonio al legame tra sesso biologico e identità di genere. «Affermiamo – si legge ad esempio – che è peccato approvare l’omosessualità e la sua immoralità o il transgenderismo, e che tale approvazione costituisce un allontanamento essenziale dalla fedeltà e dalla testimonianza cattolica. Rifiutiamo il fatto che l’approvazione dell’immoralità omosessuale o del transgenderismo sia una questione che consenta indifferenza morale»; «Neghiamo che Dio abbia creato il matrimonio come relazione omosessuale, poligama o poliamorosa; affermiamo che le differenze, divinamente ordinate, tra maschio e femmina riflettono il progetto originale della creazione di Dio e tendono al bene dell’essere umano»; «Neghiamo che l’adozione di un concetto omosessuale o trans gender sia coerente con i fini sacri di Dio nella creazione e nella redenzione».

L’indignazione

Il Nashville Statement è stato fortemente criticato da attivisti dei diritti umani e celebrità, nel mondo Lgbt ma non solo. «Arreca più che un danno simbolico; le idee piene di odio che promuove hanno conseguenze concrete e devastanti», scrive sul New York Times (1/9) Eliel Cruz, noto attivista Lgbt e fondatore del Faithfully Lgbt Project. «Tra i giovani Lgbt vi è un altissimo tasso di suicidi, di ansia e depressione, problemi che sono senza dubbio peggiorati dalla condanna da parte di coloro che promuovono idee come quelle del Nashville Statement. Coloro che vengono rifiutati dalla famiglia, molte delle quali provenienti da contesti religiosi, hanno una probabilità 8,5 volte superiore di tentare il suicidio rispetto ai loro coetanei eterosessuali. Molto alti sono tra di essi anche i senzatetto: a causa dell’insegnamento delle Chiese conservatrici sulla sessualità, alcuni genitori preferiscono che i loro figli Lgbt dormano per strada anziché nella loro casa». «Il tipo di teologia soggiacente al Nashville Statement – scrive Cruz – viene utilizzato per negare beni e servizi alle coppie omosessuali. Il potere politico che detengono gli evangelici negli Stati Uniti consente loro di trasformare le loro idee in leggi. Dalla decisione del dipartimento dell’Educazione (nel 2014) di includere l’identità di genere tra le tutele del Titolo IX (emendamento che afferma che nessuno negli Stati Uniti può essere discriminato in base al sesso all’interno dei programmi educativi), più di 60 istituzioni educative cristiane hanno chiesto – e in molte lo hanno ottenuto – esenzioni al fine di discriminare gli studenti Lgbt». Parole dure anche dalla sindaca di Nashville Megan Barry: la dichiarazione, ha detto, non rappresenta i valori inclusivi della città e dei suoi abitanti. Nadia Bolz-Weber, importante ministra luterana, condanna il pensiero, l’insegnamento e la predicazione del documento, «miope e ottuso, che ha rovinato vite e disonorato Dio». Il movimento Christian United, impegnato “per una Chiesa più inclusiva”, ha lanciato un contro messaggio: «Cristo non rifiuta nessuno nel suo abbraccio amorevole a causa della sessualità o dell’identità di genere. Rifiutiamo l’idea che omosessualità, bisessualità, sessualità queer, identità trans, asessualità o qualsiasi altra identità queer siano peccato, distorsione o qualcosa al di fuori del progetto di Dio».

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