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Il Paraguay non ha mai chiesto al Vaticano l’apertura degli archivi

Il Paraguay non ha mai chiesto al Vaticano l’apertura degli archivi

ASUNCION-ADISTA. Secondo il quotidiano paraguaiano El Espectador (5/1/18), papa Francesco ha ribadito il suo impegno a declassificare gli archivi del Vaticano sulla dittatura di Alfredo Stroessner in Paraguay, così come avvenuto per i documenti relativi all’epoca della dittatura militare in Argentina. Nelle carte vaticane potrebbero trovarsi i rapporti inviati a Roma dai nunzi apostolici, insieme ad altra corrispondenza. Contattato da ABC Color, l’ambasciatore del Paraguay presso la Santa Sede, Esteban Kriskovic, ha confermato che nessuna richiesta in tal senso è stata inviata al Vaticano e ha spiegato perché: «Bisogna tener presente – ha detto – che noi abbiamo l’archivio pubblico più completo dell’America Latina su questa tappa della nostra storia, che è l’Archivio del Terrore».

Dal 2002 al 2008, è stata attiva nel Paese latinoamericano la Commissione Verità e Giustizia, dai cui lavori è emerso che durante la dittatura di Stroessner ci sono stati almeno 423 desaparecidos, quasi 20.000 torturati e oltre 20mila esiliati.

Stroessner prese il potere il 15 agosto del 1954, abolendo la Costituzione. Fu candidato unico alla presidenza in diverse elezioni, supportato dagli Stati Uniti. Fu deposto nel 1989 per mano di un altro membro del partito (Partido Colorado), il generale Andrés Rodríguez, e fuggì in Brasile, nella cui capitale visse fino alla morte nel 2006. Nel 1997 fu condannato in contumacia per crimini contro l’umanità.

* Nella foto, Alfredo Stroessner. Foto di autore sconosciuto tratta da Wikimedia Commons, immagine originale e licenza

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