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Pace: non tiriamo a campare. Editoriale di Nigrizia

Pace: non tiriamo a campare. Editoriale di Nigrizia

«Cosa possiamo fare noi, ciascuno di noi, per fermare la guerra in Siria e tanti altri conflitti armati nel mondo di cui si parla meno o addirittura si tace, come in Sud Sudan, Repubblica democratica del Congo, Centrafrica, Somalia, Yemen…?». È la domanda con cui esordisce l'editoriale del numero di maggio di Nigrizia, il mensile dei missionari comboniani sull'Africa, la cui copertina è dedicata alla sfida del mercato unico continentale.

Anzitutto, argomenta l'editoriale, «ciò che dobbiamo evitare è di cedere alla tentazione della rassegnazione e di ripiegarci nel tirare a campare». Poi, una serie di indicazioni da realizzare a partire dalla vita quotidiana: «Siamo per la pace quando ci mettiamo in rete con altre persone di buona volontà per scendere in strada e rompere il silenzio di fronte alla militarizzazione del territorio, alla continua corsa agli armamenti, per dire di no all’uso dei nostri porti e aeroporti per esportare guerra nel mondo…»; «Siamo per la pace quando ci rifiutiamo di accettare che i nostri risparmi siano utilizzati da banche coinvolte nella compravendita di armi»; «Siamo per la pace ogni volta che, coscienti del fatto che "ogni acquisto è un atto etico" (papa emerito Benedetto XVI), boicottiamo prodotti frutto di sangue e sfruttamento dei lavoratori»;  «Siamo per la pace quando sosteniamo progetti di riconversione dal militare al civile»; «Siamo per la pace quando ci prendiamo cura della nostra informazione/formazione per capire le ragioni strutturali di ingiustizie e conflitti e poter agire di conseguenza». Infine, per i cristiani è indispensabile «la preghiera per la pace, con veglie e momenti di riflessione comunitari, per chiedere a Dio la forza e il coraggio di affrontare le difficoltà che incontriamo e incontreremo nel nostro cammino. Perché, ce lo ricorda ancora don Tonino, "la pace non paga, si paga"».

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