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Il cardinale Béchara Raï raccomanda ai deputati libanesi il rispetto dello stato di diritto

Il cardinale Béchara Raï raccomanda ai deputati libanesi il rispetto dello stato di diritto

«Ringraziamo Dio per lo svolgimento pacifico e di successo delle elezioni legislative e salutiamo i 76 nuovi deputati che si uniscono ai loro colleghi rieletti». Così si è rivolto ai parlamentari eletti il 6 maggio scorso il capo della Chiesa maronita card. Béchara Raï nell’omelia domenicale di ieri alla chiesa Nostra Signora del Libano, nel santuario di Harissa, ad una ventina di chilometri da Beirut. «Preghiamo Dio – ha detto anche – perché benedica la loro opera alla ricerca della soluzione delle crisi economiche e sociali», per «la protezione dello stato di diritto e il rafforzamento della nazione di fronte alla recrudescenza di tensioni regionali e internazionali». L’appello al rispetto dello stato di diritto da parte del cardinale fa pensare che sia preoccupato del buon risultato di Hezbollah, notoriamente sostenuto dall’Iran, alleato di Bachar al Assad in Siria e nemico di Israele.

Le elezioni, che sono avvenute nella legalità e nell’ordine ordine ma con una scarsa partecipazione al voto (il 49,2% degli aventi diritto si sono recati al voto), hanno infatti decretato quale primo gruppo parlamentare l’asse sciita Hezobollah- Amal, seguito dal blocco costituito dal Movimento Patriottico Libero ed alleati, e dal Movimento del Futuro (sunnita) dell’ex premier Saad Hariri che ha perso ben otto seggi sui 128 che compongono l’assemblea legislativa libanese. Nello scorso novembre, Hariri soggiornò in Arabia Saudita per diversi giorni - secondo molti tenuto in ostaggio - rassegnando le dimissioni e accusando Hezbollah di voler attentare alla sua vita.

La  distribuzione dei seggi parlamentari in Libano è su base confessionale. La formazione del governo e l’assetto istituzionale sono basati sull’accordo e non sulla maggioranza. La premiership spetta ai musulmani sunniti, la presidenza dall’assemblea agli sciiti, mentre il presidente della Repubblica spetta ai cristiani maroniti.

*Foto di Paul Saad tratta da Wikipedia Commons immagine originale e licenza

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