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Fine vita: profezia e attualità  in una riflessione inedita di fratel Arturo Paoli

Fine vita: profezia e attualità in una riflessione inedita di fratel Arturo Paoli

Tratto da: Adista Documenti n° 10 del 11/03/2017

doc. 2843 CAGLIARI-ADISTA. Chi non ricorda il calvario di Eluana Englaro e della sua famiglia, con tutte le discussioni e le polemiche che sollevò in campo politico, ma anche ecclesiastico, per lo più dettate da interessi di parte che poco avevano a che vedere con il bene di Eluana? [La ragazza, 21 anni, studentessa universitaria, aveva avuto un gravissimo incidente stradale il 18 gennaio 1992. Dopo 17 anni in stato vegetativo permanente, e dopo quattro giorni di sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione, era morta nel tardo pomeriggio di lunedì 9 febbraio 2009. La richiesta della famiglia di interrompere l'alimentazione forzata, considerata un inutile accanimento terapeutico, aveva scatenato nel nostro Paese un aspro dibattito sui temi legati alle questioni del fine vita. Dopo un lungo e straziante iter giudiziario, l'istanza era stata accolta dalla magistratura per mancanza di possibilità di recupero della coscienza e in base alla volontà della ragazza, che era stata ricostruita tramite testimonianze, ndr].

Fratel Arturo Paoli, che sul caso aveva riflettuto e meditato a lungo, aveva espresso il suo pensiero quattro giorni prima della morte della ragazza, durante la celebrazione della messa comunitaria del giovedì, nel salone della casa Beato Charles de Foucauld di San Martino in Vignale, dov'era ospitato dalla diocesi di Lucca. 

Ecco, di quella riflessione sono riuscito ad avere la registrazione, grazie alla sollecitudine di una cara amica. Un pensiero lucido, quello di fratel Arturo, che non ha mai perso l'occasione per levare sempre alta la sua voce in difesa dei più deboli, di coloro che non hanno voce. In questo come in altri casi, la Chiesa cattolica si è dimostrata piuttosto “piccina”, ma al suo interno ci sono sempre state “altre” voci, come quella di fratel Arturo, emerse nonostante i tentativi di metterle a tacere.

Le discussioni vivaci, spesso ipocrite, che si sono riaccese in questi giorni, in seguito alla dolorosa vicenda di Dj Fabo (Fabiano Antoniani), mi hanno convinto dell’opportunità di riproporre quella riflessione di fratel Arturo Paoli, perché sono persuaso che, se dovesse parlare oggi, egli amplierebbe la platea dei destinatari del suo messaggio.

Questo il testo – pubblicato per la prima volta oggi da Adista – che ho estrapolato dall’omelia più ampia proposta da fratel Arturo il 5 febbraio 2009, prendendo lo spunto dal Vangelo di Marco 6,7-13, e che descrive uno dei tanti invii dei discepoli di Gesù agli uomini. Questa riflessione è di un'attualità sconcertante, direi profetica. Sembra pronunciata per i tempi che stiamo vivendo oggi. 

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