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Storia di una involuzione:  dalla cena del “corpo di Cristo” alla messa

Storia di una involuzione: dalla cena del “corpo di Cristo” alla messa

Tratto da: Adista Documenti n° 32 del 23/09/2017

doc-2871. assisi-adista.Tra il 24 e il 29 luglio scorsi, presso la Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli (Assisi), si è tenuta la 54.ma Sessione di Formazione Ecumenica del Sae (Segretariato Attività Ecumeniche) sul tema: “È parso bene allo Spirito Santo e a noi (At 15,28). Riforma, profezia, tradizione, nelle Chiese”. Tra i partecipanti al seminario, una ricca presenza di cristiani, ebrei e musulmani. La giornata del 27 luglio, sul tema “La preghiera e la mensa”, è stata inaugurata da una meditazione biblica di Ermanno Genre, teologo valdese. La lettera di Paolo ai Corinzi – dal titolo “Quando vi radunate in assemblea vi sono divisioni tra voi” (1Cor 11,17.32) – tocca un tema cruciale per la cristianità di ieri e di oggi, quello della Cena del Signore, e offre un particolare punto di vista per affrontare le divisioni della Chiesa di Corinto e, per estensione, anche delle Chiese attuali, spesso divise, clericalizzate, pervase da logiche di potere, incapaci di accoglienza e di uguaglianza. Nel corso della storia, denuncia Manifesto 4 Ottobre, la Cena del Signore è diventata la messa attuale, subendo una lenta e inequivocabile «involuzione», come osserva Genre nella sua riflessione, ponendo due questioni: «Abbiamo ridotto la cena del Signore ad un rito interclassista che non considera più la disparità sociale ed economica una questione teologica. La cena del Signore è diventata sempre più l’atto di una pietà personale privata che non si interroga sul “discernimento del corpo” che costituisce la Chiesa. Ridare vita alla correzione di Paolo significa dare corpo, nel vivere quotidiano e nella liturgia della cena del Signore, a quella parola biblica così cara ai profeti e a Gesù che si chiama “giustizia”(sedaqah) affinché il rito eucaristico non venga “destoricizzato” ma situato nella vita reale, come era quella di Gesù e dei discepoli»; «La domanda che da Corinto giunge a noi oggi interroga le nostre diverse cene ed eucarestie perché al primato della prassi si è sostituito il primato della confessionalità che crea delle appartenenze ecclesiali chiuse che mettono in ombra l’invito di Gesù che non è esclusivo ma inclusivo. Sapremo correggere i nostri abusi?».

Di seguito riportiamo l'intervento di Ermanno Genre così come pubblicato sul Manifesto 4 Ottobre, portale promosso da alcuni cattolici brindisini che riflettono su Vangelo, Costituzione e vita della Chiesa locale.

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