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Per un mondo di «buoni vicini interreligiosi». Tutti i benefici del dialogo tra le religioni

Tratto da: Adista Documenti n° 98 del 31/12/2011

DOC-2402. BOGOTÀ-ADISTA. Perché oggi sia possibile fare una scelta religiosa, è necessario che ciò avvenga «in maniera interreligiosa», cioè «riconoscendo che esistono altri modi validi di essere religiosi» e ancor di più «che le religioni del mondo sono chiamate oggi ad apprendere le une dalle altre, a mettersi reciprocamente in discussione e a cooperare mutuamente». È stato questo il tema della conferenza e del «laboratorio in tre sessioni» che ha tenuto alla fine dello scorso agosto, alla Pontificia Università Saveriana di Bogotà, il teologo statunitense Paul Knitter, docente dello Union Theological Seminary di New York, nonché uno dei massimi rappresentati della Teologia del pluralismo religioso. Un tema, quello della necessità del dialogo interreligioso e dei «benefici che possono risultare da questo dialogo», diventato, secondo Knitter, ancor più importante negli ultimi quindici anni, e soprattutto dopo l’11 settembre del 2001, quando hanno assunto evidenza universale le parole di Hans Küng, secondo cui «non vi sarà pace tra le nazioni se non vi sarà pace tra le religioni. E non vi sarà pace tra le religioni senza un maggior dialogo tra le religioni». Secondo Knitter, infatti, il mondo in cui viviamo, oltre ad essere globalizzato e interconnesso come non mai, è anche «minacciato e in pericolo come mai prima di ora», a causa della violenza che gli esseri umani stanno commettendo «tanto contro altri esseri umani quanto contro l’ambiente». E proprio come la sicurezza di una nazione dipende dal fatto che i suoi cittadini siano “buoni vicini” degli altri, impegnati cioè a fare «del loro spazio comune un vicinato sano, pulito, sicuro per tutti», allo stesso modo, secondo il teologo, «dovremo essere buoni vicini multi-religiosi degli altri». E, oltre ad essere «buoni vicini», anche «mutui pacificatori interreligiosi», impegnati a contrastare qualunque tentativo di usare la religione per giustificare la violenza, tanto quella «terrorista del lanciare aerei contro edifici» quanto quella «militare del gettare bombe su altri popoli». E, per finire, siamo pure chiamati ad essere «pellegrini interreligiosi gli uni con gli altri», nella consapevolezza che nessuna religione può dire di aver raggiunto quell’obiettivo che è comune a tutte: quello, cioè, di «aiutare gli esseri umani ad essere sempre più coscienti e ricettivi rispetto al Mistero Ultimo su cui si basa il nostro essere». E ciò perché «nessuna religione può comprendere e contenere la pienezza di questo Mistero», un mistero troppo grande perché si possa pensare di racchiuderlo in un’unica esperienza. Cosicché non resta che riconoscere che deve essserci «più verità in tutte le religioni insieme che in qualunque di essa separatamente».

Di seguito, in una nostra traduzione dallo spagnolo, ampi stralci della conferenza di Knitter, rimandando ad un prossimo numero l’intervento pronunciato dal teologo nel successivo laboratorio (la versione integrale della conferenza può essere letta in spagnolo all’indirizzo www.servicioskoinonia.org/relat/416.htm). (claudia fanti)

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