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Francia: chi ha fatto la festa al papa?

Francia: chi ha fatto la festa al papa?

Tratto da: Adista Notizie n° 34 del 10/10/2026

42732 PARIGI-ADISTA. L’emozione suscitata dalla veglia del papa allo Stade de France del 25 settembre (v. notizie precedenti), una nuova grande esperienza collettiva che rimanda a quelle già vissute negli anni ‘70 e ‘80 che portarono migliaia di giovani all’adesione a nuove comunità rivelatesi poi fucine di prassi abusive, suscita molta inquietudine: «Si ha l'impressione che si sia ripartiti per un altro giro», ha detto una vittima di abusi a La Croix: «Quanti di questi giovani sentiranno qualcosa di forte nel cuore e busseranno alla porta di una comunità dall’apparenza splendente, ma dai meccanismi abusivi? (…) La ricetta è semplicissima: molta emozione, la visibilità offerta da queste comunità al momento giusto, nei luoghi giusti… Tra vent’anni, delle vittime racconteranno che la loro vocazione è nata allo Stade de France…». Perché siamo sempre lì, davanti al pericolo di abusi di potere e relazioni distorte, tanto più se irrigati da ideologie identitarie, che la Chiesa francese, di fatto, non ha ancora affrontato ed elaborato e che rischiano così, restando presenti a livello inconscio, di riprodursi all’infinito.

Cooptazione degli studenti cattolici

La veglia di preghiera è stata trasmessa in diretta su un maxischermo nella chiesa di Saint-Sulpice alla presenza di 1.800 partecipanti. Una veglia – ci racconta Fabio Barbero, ex membro della Famille monastique de Béthléem, autore del libro sugli abusi spirituali Undicesimo: non pensare – «organizzata dagli influencer più noti, tutti provenienti da comunità o movimenti molto integristi, settari, e appoggiata dalla diocesi di Parigi». Poi c’è stata la presenza di tanti ragazzi al giro in papamobile del papa per le vie di Parigi. Spiega Barbero: «Tutti gli alunni delle scuole medie e delle superiori delle scuole private cattoliche di Parigi erano stati liberati dalle lezioni ma con l'obbligo di andare a vedere il papa (sotto l'occhio vigile dei genitori o di certi insegnanti o presidi). Il che spiega ampiamente perché ci fossero tanti giovani. E poi la presenza onnipresente di religiosi (suore, frati, preti...) di comunità ampiamente devianti a tutti i momenti della visita e bene in vista sotto gli occhi delle telecamere».

Un evento, insomma, abilmente sfruttato da una certa parte della Chiesa cattolica francese, quella più identitaria e ancorata al passato: «Prima che arrivasse il papa [sugli Champs Elisées, dove si sono raccolte 800mila persone, ndr] ci hanno detto che si sarebbe fermato per benedire dei bambini e di lasciare libero lo spazio», ci racconta una testimone. «Intorno era pieno di famiglie appartenenti a comunità, con minimo 6 figli ciascuna. Quello che mi ha sorpreso che anche i più piccoli di 5-6 anni sapevano a memoria le preghiere in latino!».

La destra politico/religiosa

La presenza politica più visibile è stata quella di esponenti della destra o estrema destra, in particolare Marine Le Pen e Jordan Bardella, che hanno partecipato alla messa del 26 settembre alla Concorde. Anche diversi parlamentari del Rassemblement national (RN) erano presenti. Del resto, come non ha mancato di sottolineare Le Monde, negli ultimi anni i conservatori/tradizionalisti cattolici sono tornati a occupare spazio negli entourage di Le Pen e Bardella e il riferimento alle “radici cristiane della Francia” è diventato più esplicito nel discorso del RN. E anche un certo mondo imprenditoriale di destra, molto legato ad ambienti cattolici tradizionalisti, con agende xenofobe, conservatorismo sulle questioni sociali, focus sulla questione islam e sostegno alla prospettiva di un'«union des droites», ha acquisito forza: si pensi a tutta l’area che fa capo all’impero mediatico del “cattolicissimo” tycoon Vincent Bolloré – con, come teste di ponte del suo combattimento culturale e politico, alcuni personaggi influenti, come la giornalista Charlotte d'Ornellas o Philippe de Villiers, che collega il mondo politico e quello culturale dell’area. E poi c’è il miliardario cattolico-conservatore Pierre-Édouard Stérin con il suo circuito filantropico e digitale – Fonds du Bien Commun, Acutis, Nuit du Bien Commun –, e quello più espressamente ecclesiale/tradizionalista – Chartres, influencer cattolici, sacerdoti tradizionalisti. A “contenere” tutto questo mondo, RN che, come ha documentato Le Monde (26/9), proprio alla vigilia della visita di Leone XIV, ha visto il ritorno dei cattolici conservatori nei suoi apparati e la progressiva sostituzione del precedente linguaggio della laïcité con quello, come detto, delle «radici cristiane della Francia».

Le nuove “nuove comunità”

Il travaso di questo mondo in alcune nuove realtà ecclesiali identitarie da parte di una gioventù cattolica conservatrice è abbastanza naturale. Nuovi luoghi di formazione, appartenenza e socializzazione intersecano il mondo della destra identitaria; non necessariamente sono comunità ecclesiali riconosciute, ma possono essere espressione di un mondo più “liquido”, fatto di associazioni culturali, scuole, gruppi di formazione, pellegrinaggi, reti di influencer, campi estivi tematici, iniziative patrimoniali. Come La Cité Céleste, gruppo di giovani cattolici delle periferie dell'Île-de-France che organizza «notti di adorazione e di lode», presente allo Stade de France. Un ecosistema nel quale religioso, culturale, mediatico e politico entrano in relazione e che hanno nel pellegrinaggio tradizionalista Notre-Dame de Chrétienté a Chartres un luogo di aggregazione sempre più importante, con simboli monarchici e del Sacré-Cœur e rapporti con l'universo mediatico di Bolloré, soprattutto per i giovani. L’edizione 2026 ha raggiunto circa 20.000 partecipanti, il doppio rispetto a dieci anni prima (Le Monde).

Saint-Martin e la destra politica nella visita del papa

Se le nuove comunità possono essere in generale trasversali alle posizioni politiche, diventano politicamente interessanti quando una di esse aggiunge alla propria identità spirituale una visione organica della società, della famiglia, della nazione e dei rapporti di autorità. Ed ormai è noto che il rischio di abusi aumenta dove si trovano elementi come autorità carismatica, obbedienza, confusione tra volontà del fondatore e volontà di Dio, isolamento dal mondo esterno, linguaggio spirituale assolutizzato, dipendenza affettiva dal gruppo, forte identità «noi/loro».

Anche alcune delle “nuove comunità” problematiche dal punto di vista degli abusi sono state fortemente presenti e visibili durante il viaggio francese del papa: Cammino neocatecumenale, L’Arche di Jean Vanier, Chemin Neuf (con la sua “star” dei social, soeur Albertine), Communauté de l’Emmanuel (Le Rocher-Oasis des cités è un'opera dell'Emmanuel; il direttore Arnaud de Carmantrand è stato invitato all'Eliseo il 25 settembre, tra le persone presenti all'incontro del papa con le autorità e la società civile).

Un discorso a sé merita, soprattutto per quanto riguarda la tappa di Lourdes del viaggio papale, la tradizionalista Communauté Saint-Martin, dal 2024 accompagnata da due assistenti apostolici nominati dalla Santa Sede, dopo una visita pastorale avviata nel 2022 (per contestazioni riguardanti il fondatore Jean-François Guérin, accuse di autoritarismo e episodi di natura sessuale). Saint-Martin ha una presenza nella diocesi di Lourdes e uno dei suoi sacerdoti, don Étienne Guillot, figura nel governo della comunità come consigliere e parroco. Non solo: il vice-rettore del santuario di Lourdes, p. Jean-Xavier Salefran, è un membro del governo della comunità. Un’inchiesta di Les Jours intitolata significativamente “All’estrema destra del Padre” (giugno 2022) sulla comunità ha dedicato un episodio specifico ai suoi rapporti con ambienti della destra e dell'estrema destra, in particolare con Philippe de Villiers ed Éric Zemmour.

Ma è la sera del 25 settembre, allo Stade de France, dove c'erano circa 80.000 giovani, arrivati attraverso parrocchie, movimenti e diverse realtà ecclesiali, il momento che forse esprime al meglio le connessioni con la destra. L'organizzazione era coordinata con la diocesi di Saint-Denis il cui vescovo, mons. Étienne Guillet, ha sottolineato che nell'arena erano rappresentate «tutte le sensibilità» della Chiesa: tradizionalisti, carismatici, giovani delle parrocchie, neofiti, catecumeni, immigrati e giovani provenienti da diversi movimenti che hanno animato la veglia con canti e preghiere, testimonianze, processioni, rappresentazioni della vita dei santi francesi, coristi e una forte componente carismatica. Ma certamente alcune realtà provenienti dal cattolicesimo conservatore/tradizionalista sono entrate nella macchina organizzativa dell'evento papale.

Secondo Le Monde, durante la visita SOS Calvaires, associazione finanziata da Stérin, ha realizzato la grande croce utilizzata per la serata dei giovani allo Stade de France. La direzione artistica dell'evento era affidata a Jean-Baptiste Darantière, figlio del fondatore di Notre-Dame de Chrétienté, l'organizzazione del pellegrinaggio di Chartres. Questo è un elemento rilevante, perché la parte artistica non era marginale: il programma comprendeva uno spettacolo, Dans les pas des saints, che in una ventina di minuti raccontava la storia del cattolicesimo francese attraverso figure come Bernardo di Chiaravalle, Teresa di Lisieux, Giovanna d'Arco. Le Monde ha osservato che la rappresentazione aveva alcuni tratti che ricordavano l'estetica del “Puy du Fou”, grande parco storico-spettacolare fondato da Philippe de Villiers in Vandea (visitato da personaggi come Éric Zemmour, fondatore del movimento identitario e sovranista Reconquête! e ospite del seminario del media di destra radicale Frontières) che attraverso spettacoli storici, simboli cristiani, riferimenti alla Vandea, cavalieri, santi e monarchia costruisce una particolare narrazione della storia francese, impregnata, come ha rilevato France Télévisions, di una lettura della storia impregnata di una visione «catholique identitaire» con un rimando alla “France eternelle”. Del resto, il Puy du Fou, che trasforma una certa visione della Francia cristiana in spettacolo, emozione, patrimonio e memoria, riesce con successo a intercettare con il suo linguaggio il cattolicesimo tradizionalista dei pellegrinaggi a cui i giovani cattolici sono oggi sensibili. E tutta la serata allo Stade de France irradiava quell’apparato simbolico proveniente dal mondo conservatore-tradizionalista. Sarà questo in futuro l’aspetto predominante del cattolicesimo francese? 

*Foto presa da Wikimedia Commons, immagine originale e licenza 

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