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Al via a Frascati la ii assemblea nazionale della Rete Sinodale

Al via a Frascati la ii assemblea nazionale della Rete Sinodale

Tratto da: Adista Notizie n° 36 del 24/10/2026

42747 FRASCATI (RM)-ADISTA. Siamo ormai a pochi giorni dal II incontro nazionale promosso dalla Rete Sinodale, una realtà formata da una trentina di sigle ecclesiali di base, interessate a partecipare al Cammino sinodale delle Chiese in Italia e più in generale a rafforzare la loro conoscenza e convergenza attraverso l’elaborazione di testi e proposte su diversi argomenti di attualità ecclesiale, da offrire come contributo alla riflessione di tutta la Chiesa.

Si tratta di un percorso iniziato nel 2021, quando Noi Siamo Chiesa propose ad alcune realtà (tra le quali Adista, Cammini di speranza, Cipax, Comunità cristiane di base, Coordinamento teologhe italiane, C3dem, Donne per la Chiesa, Il foglio di Torino, La tenda di Gionata, Pax Christi, Pretioperai, Pro civitate christiana, Progetto adulti cristiani Lgbt, I Viandanti) di partecipare insieme all’annunciato Sinodo della Chiesa italiana, offrendo le proposte di rinnovamento maturate dall’area progressista del cattolicesimo italiano.

Dopo il partecipatissimo primo incontro nazionale – ad Assisi, nel febbraio 2025 (v. Adista Notizie n. 9/2025) – la Rete si è data appuntamento il prossimo 24 e 25 ottobre a Frascati presso il Centro Giovanni XXIII (Via di Colle Pizzuto 2, Frascati RM).

Il tema scelto è “Che significa oggi sognare, praticare e costruire non un’altra Chiesa, ma una Chiesa altra?”. Il senso dell'assemblea di quest'anno è quello di ascoltare esperienze concrete e significative di "Chiesa altra" già in atto più che la stesura di documenti e il rafforzamento (e l’ampliamento) di contatti e relazioni tra i membri delle diverse sigle che compongono la Rete.

Sabato pomeriggio, i partecipanti – sono previste circa 200 persone, provenienti da tutta Italia – si confronteranno con 6 proposte di esperienze ecclesiali profetiche o di frontiera in ordine ai temi dell’ospitalità eucaristica; della liturgia nelle comunità cristiane di base; della guida delle parrocchie da parte di laici e laiche; dell’azione diretta dei cristiani sui temi della pace; del riconoscimento delle persone lgbtq+; dell’accoglienza dei migranti.

Proprio rispetto a quest’ultimo tema è prevista la partecipazione di don Massimo Biancalani, ex parroco di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini, diocesi di Pistoia, il prete che per dieci anni ha ospitato nei locali parrocchiali e nella stessa chiesa centinaia di migranti, per lo più giovani africani che vivevano in strada perché per loro non c’era posto nel sistema pubblico di accoglienza, e rimosso dal suo incarico la scorsa estate (v. Adista Notizie n. 29/26).

Tra gli ospiti in calendario anche Marlies Prinz, giovane austriaca che studia Teologia a Roma che racconterà l'esperienza di suo padre, Harald Prinz, responsabile parrocchiale (Pfarrleiter) della chiesa di Enns-St. Laurenz della Diocesi di Linz, in Austria. A causa della crescente carenza di presbiteri, infatti, la diocesi di Linz ha scelto un modello organizzativo che affida la guida pastorale e amministrativa di alcune parrocchie a teologi laici qualificati, che vengono affiancati da preti per l’amministrazione dei sacramenti. Da parte loro, le CdB racconteranno il loro percorso in ambito celebrativo, mettendo l'accento sulla presidenza dell'eucaristia affidata a donne, nel quadro del rifiuto del sacerdozio femminile.

Dopo questa fase di testimonianza, i lavori proseguiranno con 6 laboratori (formati mescolando i membri di gruppi e associazioni) nei quali si tratterà di discutere delle esperienze appena presentate e di altre che i laboratori intenderanno proporre; di raccontare, insomma, che cosa si intende per "Chiesa altra" e quale esperienza se n’è fatta, oltre che valutare come cercare di inserire tali esperienze nei propri ambiti di vita di fede.

La domenica invece è prevista l’Assemblea plenaria, che discuterà il documento finale. I lavori si concluderanno con la celebrazione eucaristica e il pranzo comunitario.

*Foto presa da Wikimedia Commons, immagine originale e licenza 

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