VESCOVO DI SORA A GIUDIZIO PER ABUSI SESSUALI
Tratto da: Adista Notizie n° 37 del 25/10/2026
42753 SORA-ADISTA. Un vescovo e un prete citati in giudizio per danni conseguenti ad abu-so sessuale, con la richiesta di un risarcimen-to complessivo di un milione di euro: è la prima volta in Italia che un procedimento – civile, perché i presunti reati sono ormai prescritti – coinvolge un ordinario diocesano. A raccontare, documenti alla mano, la vicenda è Federica Tourn sul suo blog federicatourn.substack.com.
Queste le circostanze, accennate per la prima volta su Repubblica nel dicembre 2025 (ma citando solo il nome del denunciante e non quello dei denunciati): un ex insegnante di religione di Taurisano (Lecce), Antonio Schiavano, ha citato in giudizio mons. Gerardo Antonazzo, vescovo di SoraCassino-Aquino-Pontecorvo, nel Frusinate, e don Stefano Rocca, al tempo seminarista e oggi prete della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca (Lecce), e alla stessa dio-cesi, dove si sarebbero svolti gli abusi negli an-ni ‘80, quando era ancora minorenne e Anto-nazzo era il rettore del Seminario minore. Rocca, scrive Tourn, ha già affrontato un’indagine per abusi nell’oratorio di Ugento nel 2011, poi archiviata per difetto di querela. Come il vescovo, che il 3 aprile 2016, racconta Tourn, è stato accusato di abusi nei confronti di otto giovani. An-che qui l’inchiesta viene archiviata, per gli stessi motivi. Il 22 ottobre scorso la prima udienza del procedimento, davanti alla giudice del Tribunale di Lecce Silvia Saracino. I tre chiamati in causa hanno contestato le accuse (nonché il linguaggio dell’atto di citazione, chiedendo la cancellazione di alcuni passaggi ai sensi dell’articolo 89 del codice di procedura civile) e an-che il diritto al risarcimento, invocando la prescrizione, e si è ora in attesa della decisione della giudice in merito.
Schiavano dichiara di aver subito – e non solo lui – ripetute aggressioni sessuali da parte di Rocca, quando aveva 14 anni. Ciò accadeva – Tourn riporta testualmente l’atto di citazione dell’avvocato Vito Nicola Ciullo – «nella piena consapevolezza – o, forse, è meglio dire accondiscendenza – dell’allora Rettore del Seminario, don Gerardo Antonazzo, anch’egli, purtroppo, giànoto alle cronache di Sora e anch’egli autore di morbose attenzioni nei con-fronti dell’adolescente e ingenuo Antonio».
Mons. Antonazzo, oggi 70enne, è stato rettore del Seminario minore di Ugento (1987-1995). Sono gli anni in cui Schiavano vi studia: chierichetto in una parrocchia di Taurisano, è attratto dal sacerdozio ministeriale, proprio men-tre Antonazzo è impegnato nella ricerca di potenziali seminaristi. Nel 1988 entra in seminario. Gli approcci sessuali da parte di Rocca, all’epoca seminarista con qualche anno in più, sarebbero iniziati al mare, al seminario estivo di Tricase Porto. «Anche il rettore Antonazzo è accusato di aver costretto Antonio con le minacce “a subire violenze sessuali ripetute”». Il ragazzo ha «una reazione emotiva di congelamento e di involontaria e temporanea paralisi e impotenza che gli inibiva il movimento e la parola e che lo isolava in un profondo stato di sottomissione», afferma l’atto di citazione. Don Gerardo, racconta Schiavano a Tourn, «cercava ogni occasione buona per avere dei momenti di intimità con me e mi baciava dappertutto, mi toccava. Io non rispondevo, non sapevo nominare quel che succedeva. (…) Ovviamente non do-vevo parlarne con nessuno e tenere per me “questa amicizia particolare”». Miglietta, il vescovo dell’epoca, informato, derubrica tutto a “fantasie”, e lo stesso fa il suo successore dal 2000 al 2010, mons. Vito De Grisantis, che affida proprio a Stefano Rocca, nel frattempo diventato prete, la guida dei ragazzi dell’oratorio. Schiavano nel frattempo viene inviato al Seminario maggiore di Alba, in provincia di Cuneo, ma nel 1998 viene dichiarato non idoneo al ministero, senza alcuna ragione apparente: «Nessuno mi ha dato una spiegazione», afferma oggi. «Dopo 28 anni, la diocesi di Ugento ha pro-dotto per la causa civile un documento dell’epoca in cui si dice che mi avevano espulso per problemi psicologici, utilizzando tra l’altro un documento coperto da privacy». Solo nel 2009 ottiene un posto come insegnante di religione a Torino, e dopo due anni a Tricase.
Il trauma degli abusi porta lentamente Schiavano a una grave forma depressiva, è co-stretto a ridurre le ore di lavoro. Decide di chiedere denaro per potersi curare e, al contempo, un’ammissione di colpa. Nell’autunno 2018 incontra Antonazzo e registra di nascosto. Quello che il vescovo gli propone sarà raccontato da Tourn prossimamente.
In Italia la stampa difficilmente parla di questi casi, per timore di intimidazioni e per non “dispiacere” alla Chiesa. Ne deriva che la cappa di omertà cui anche i media si prestano impedisce di cogliere la reale portata del fenomeno degli abusi, che di questo silenzio si nutre e su cui le gerarchie complici contano. Federica Tourn ricorda i pochi altri casi noti, ma si contano sulle dita di una mano le denunce contro figure di rilievo del mondo ecclesiastico di cui il pubblico sia stato informato.
*Foto presa da Unsplash, immagine originale e licenza
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