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Zuppi: la guerra è figlia della «cultura della potenza» e di «nazionalismi che rovinano le nazioni»

Zuppi: la guerra è figlia della «cultura della potenza» e di «nazionalismi che rovinano le nazioni»

ASSISI (PG)-ADISTA. Questa mattina il cardinale presidente della Conferenza episcopale italiana ha presieduto la celebrazione eucaristica nella basilica di San Francesco ad Assisi, in occasione dell'ottavao centenario della morte di Francesco.

«Laudato si’ perché frate Francesco continua a donarci pace e a insegnarci a essere operatori di pace, per portarla dove c’è violenza, odio, incomprensione», ha deto Zuppi nell'omelia. Francesco «si è spogliato di tutto per essere disarmato. Non significa affatto cedevole, accomodante, irrilevante. Il contrario! Frate Francesco disarma il lupo chiamandolo frate e, essendo per lui frate, negozia con lui, per Gubbio e anche per il lupo, lo restituisce a sé stesso e alla comunità perché si prenda cura di lui. In questa stagione siamo tentati e sedotti dalla cultura della potenza, volgare e invadente, ingannevole, frutto anche di enfasi mal riposte e di sfacciati ed enormi interessi economici, di nazionalismi che rovinano le nazioni, di campagne che creano il nemico invece di cercare quello che unisce. Laudato si’ perché proprio lui, l’umile, sgonfia, sempre con tanta cortesia e senza nessuna supponenza, l’arroganza dei forti, parla con tutti perché la sua fede non è contro qualcuno ma amore per tutti, perché vede tutto con gli occhi di Dio, quelli che fanno cantare la vita. Laudato si’ per la sua semplicità, che è tutt’altro che superficialità o schiavitù dell’apparenza, perché è piuttosto trovare l’essenziale, che è invisibile agli occhi ma che tutto rende visibile, vero, prezioso, luminoso, anche nella malattia e il buio sconfortante e terribile della morte.

Frate Francesco è davvero poeta della vita e insegna a tutti a cantarla. Non gioca con le parole, non enfatizza i toni pensando così di essere profondo e convincente, non rincorre la retorica vuota o la convenienza personale. Frate Francesco canta in ogni condizione la bellezza tutta umana e tutta divina del creato, come del mondo che è ogni persona, ogni creatura, tutte, senza qualifiche o etichette. Il suo e il nostro è un mondo segnato da guerre, terribili, follia che rende folli, dove l’unica ragione da cercare è la pace e la giustizia, perché solo queste fanno trovare e difendere tutte le ragioni. Laudato si’ frate Francesco perché ci ricorda che la guerra non è un destino e la pace inizia da noi ed è l’unico futuro possibile. Scrive ai reggitori delle nazioni perché scelgano la pace. Non c’è tempo da perdere, perché la sofferenza è enorme, il divisore complica le soluzioni, imbroglia le menti, fa credere – che imbroglione! - che la pace la troviamo con le armi e non con il dialogo e il diritto».

Foto: Quirinale.it

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