"Curare non è un crimine": un evento sui medici palestinesi detenuti nelle carceri israeliane
“Curare non è un crimine” è la campagna lanciata a giugno scorso su Change.org dall’organizzazione Physicians for Human Rights Israel (PHRI) e da Medici per i Diritti Umani (MEDU). La mobilitazione, che ha raggiunto oltre 9.100 firme, chiede la liberazione immediata di 14 medici palestinesi e del personale sanitario di Gaza arbitrariamente detenuto nelle carceri israeliane, senza accusa e senza processo. Si parla, secondo i dati dell’OMS, di ben 600 operatori sanitari arrestati dopo il 7 ottobre 2023, spesso detenuti in condizioni disumane e spesso sottoposti ad abusi. La campagna chiede alle istituzioni italiane e comunitarie di tutelare chi cura, perché curare è un obbligo, non è un crimine.
Nell’ambito della campagna, a Roma il 7 ottobre alle ore 19, MEDU organizza un incontro pubblico dedicato alla situazione dei medici e del personale sanitario palestinesi detenuti in Israele e allo stato del diritto alla cura nella Striscia di Gaza. L’incontro tratterà, in particolare, la vicenda del dottor Hussam Abu Safiya (direttore dell'ospedale Kamal Adwan di Gaza).
All'evento parteciperà anche una delegazione di PHRI, che porterà una testimonianza diretta sulla situazione del dottor Hussam Abu Safiya e di altri medici palestinesi detenuti.

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