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Alla giurista sudafricana Navanethem “Navi” Pillay della Corte Penale Internazionale il premio Nobel per la pace 2026

Il Premio Nobel per la Pace 2026 è stato assegnato a Navanethem “Navi” Pillay per «l’eccezionale coraggio e integrità» nel suo impegno contro «i crimini di guerra», per la promozione della pace e del diritto internazionale, nonché per il suo contributo alla costruzione di un ordine giuridico globale.

Giurista sudafricana, Pillay ha 85 anni, è stata la prima avvocata non bianca ad aprire uno studio legale nel suo Paese. Ha patrocinato la difesa di Nelson Mandela e di altri oppositori dell'apartheid. Attualmente giudice presso la Corte internazionale di giustizia nel caso in cui il Myanmar è accusato di genocidio, ha presieduto la commissione d'inchiesta indipendente delle Nazioni Unite che ha accusato Israele di genocidio nella Striscia di Gaza. «Ora che la commissione del Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall'inferno», è stato il commento del ministro degli Esteri israeliano Gideon Moshe Sa'ar.

Nel 1995, dopo la fine dell'apartheid, il presidente Mandela la nominò alla Corte Suprema del Sudafrica, dove divenne la prima donna non bianca a farne parte. Nello stesso anno, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite la elesse al Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda (ICTR), dove ha lasciato un segno indelebile nel diritto internazionale umanitario, stabilendo per la prima volta che lo stupro e la violenza sessuale possono costituire atti di genocidio e crimini contro l'umanità.

Il presidente del Comitato per il Premio Nobel, Jørgen Watne Frydnes, ha sottolineato l’importanza del ruolo del diritto internazionale come strumento per la risoluzione dei conflitti e la promozione della pace. «Sempre più conflitti – ha affermato – vengono affrontati attraverso la diplomazia, i trattati e i meccanismi giuridici, piuttosto che con minacce, violenza e guerra. Il diritto internazionale è un fondamento per un mondo più pacifico». Ma, ha aggiunto, «in un momento di sfide esistenziali, tra cui un numero di guerre e conflitti senza precedenti da molto tempo, il diritto internazionale non è più solo un complemento alla pace e alla sicurezza. È una necessità assoluta».

Rintracciata per la comunicazione del Nobel assegnatole, Pillay ha detto: «Se applaudite un po' più forte, forse dividerò il premio con Trump», ironizzando sulla la scelta di María Corina Machado, leader dell'opposizione venezuelana e Nobel per la pace 2025, che aveva consegnato simbolicamente (il premio non è trasferibile, aveva dichiarato il Comitato per il Nobel) l’onorificenza ricevuta al presidente Usa Donald Trump.

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