Stipendi al palo, inflazione in crescita. L'analisi dei 730 degli italiani
«Stipendi sostanzialmente congelati, mentre il costo della vita torna a salire. Tra il 2025 e il 2026 il reddito medio di chi presenta il modello 730 è cresciuto appena dell’1,1%, a fronte di un’inflazione che, spinta dalla crisi energetica, potrebbe chiudere l’anno intorno al 4%».
È quanto emerge dall’analisi della Consulta nazionale dei Caf per Italia Oggi in un articolo intitolato “L’inflazione sale, gli stipendi no. Ecco i dati dei 730. Redditi medi a 25 mila euro (+1%)”. Tra l’altro vi si legge: «In un’Italia con gli stipendi fermi» dal valore «pressoché immutato dall’anno scorso a quest’anno», «le differenze territoriali, di genere e di età incrementano le disuguaglianze. Perché un lavoratore all’apice della carriera (tra 51 e 60 anni) a Monza Brianza guadagna in media 41.434 euro mentre una donna della stessa età in provincia di Foggia ne percepisce 15.836».
L’interessante articolo, che è possibile leggere integralmente al questo link termina con un’osservazione di Giovanni Angileri, presidente Caf Uil e Coordinatore della Consulta Nazionale dei Caf: «Questi dati mostrano che dietro una media nazionale ci sono situazioni molto diverse tra loro: dipendono da dove una persona vive, dal suo percorso di lavoro, dal genere e dall’età. La dichiarazione dei redditi, se letta con attenzione, può diventare uno strumento utile per capire meglio le esigenze concrete dei cittadini e delle famiglie in tutte le parti del Paese».
*Foto ritagliata de ilquotidianodellapa tratta da Flickr
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