Meno ingressi, più morti in mare: anticipazioni del Dossier Immigrazione 2026
Ancora una anticipazione del Dossier Statistico Immigrazione 2026, realizzato dal Centro studi e ricerche Idos in collaborazione con il Centro studi della rivista Confronti e l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”: «Una lettura trasversale del Dossier Statistico Immigrazione 2026 analizza le contraddizioni del contesto in cui hanno appena trovato attuazione le nuove, durissime norme europee (il nuovo Patto UE sui migranti, in vigore dal12 giugno scorso, ndr), in parte prefigurate dalle politiche italiane degli ultimi anni».
Nel 2025, spiega il Dossier, i migranti forzati nel mondo sono calati a 117,8 milioni (-4,3%), con una netta diminuzione degli ingressi irregolari e delle richieste d'asilo in Europa (672mila nel 2025, -26,4%). Anche in Italia, nello stesso anno, gli sbarchi - che pure continuano a rappresentare una quota del tutto residuale del fenomeno migratorio - sono scesi a 66mila nel 2025 e a meno di 20mila nei primi otto mesi del 2026. C’è però un dato drammatico da riscontrare: a fronte di questi cali, la letalità del Mediterraneo aumenta senza sosta, con 1.733 morti riscontrate da gennaio ad agosto 2026 (di cui 914 nella rotta centrale, +11% rispetto all'anno precedente). Non solo: il Patto europeo su migrazione e asilo recepisce il modello dell’esternalizzazione delle frontiere, che delega a Paesi terzi il compito di intercettare i flussi migratori, e punta su contenimento e procedure accelerate. Nell’ambito della “criminalizzazione della solidarietà”, il Dossier evidenzia anche come il soccorso in mare abbia subito decenni di ostilità, tra cui 72 episodi di intimidazioni della guardia costiera libica e l'imposizione di porti lontani che hanno causato la perdita di 1.219 giorni operativi per le Ong tra il 2022 e il 2025.
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