Brasile, al secondo turno elettorale: Lula può ancora vincere. L'ultimo sondaggio
51% dei voti validi al presidente Lula, 49% a Flávio Bolsonaro. È il dato dell’ultimo sondaggio sul risultato che potrebbe emergere dal secondo turno elettorale per la presidenza del Brasile, domenica 25 ottobre, e che sembra ribaltare l’esito del primo, svoltosi il 4 ottobre, che ha visto il senatore Bolsonaro in testa con il 47,14 % dei voti e il presidente uscente con il 45.03 %.
Il dato del sondaggio – realizzato da Vox Brasil, piccola azienda di rilevazione, ma diventata molto popolare per essere stata l'unica ad aver previsto la vittoria di Bolsonaro al primo turno – è un risultato che contempla solo i voti validi, ovvero scremato del previsto 5% fra schede bianche e astenuti e il 3,9% degli indecisi. Una media di tutti gli intervistati porta Lula al 46,4% delle intenzioni di voto e Bolsonaro al 44,6. Quell’1,8% è all’interno del margine di errore, previsto dal sondaggio. Il quale rileva anche che il 46,9% del campione è convinto della vittoria dell’attuale presidente, il 41,6% che prevede la presidenza toccherà senatore
Lo svantaggio di Lula il 4 ottobre è stato di soli 2,2 milioni di voti (1,87%). È a costoro che Lula e il suo Partito dei Lavoratori (PT) si sta rivolgendo per tentare di superare l’avversario. In particolare agli over 70, per i quali il voto è facoltativo e che al primo turno non è recato a votare per il 49,1%. Ma per ottenere il favore dell’elettorato, il governo Lula ha anche presentato, il 16 ottobre, un decreto per nuovi tagli alle imposte sui carburanti e per il mantenimento dei sussidi esistenti per ridurre i prezzi per un mese, con possibilità di proroga e per aumentare il sussidio all’etanolo.
I due contendenti hanno effettuato il primo confronto diretto del secondo turno ieri, 18/10: Bolsonaro e Lula si sono scontrati duramente, e non su Tv Globo (v. a questo link) come previsto, ma a San Paolo su Band Tv, quarta rete più vista in Brasile e considerata di centro e centrodestra, pioniera della neutralità nei dibattimenti. El Plural, quotidiano spagnolo che ha riferito pedissequamente lo svolgimento del confronto, ha rilevato che «la corruzione è diventata rapidamente il principale terreno di scontro»: «Flávio Bolsonaro ha lanciato la sua offensiva invocando indagini sulla cerchia ristretta di Fábio Luís Lula da Silva, figlio del presidente, e sui suoi legami con individui coinvolti nello scandalo di irregolarità presso l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale»; e Lula – che ha respinto ha respinto qualsiasi tentativo di presentare questi sospetti come prova di colpevolezza, in attesa del completamento delle indagini della polizia – ha ricordato la controversia su «Daniel Vorcaro, ex proprietario di Banco Master, e i 134 milioni di reais che, secondo le informazioni diffuse durante la campagna elettorale, Flávio Bolsonaro avrebbe richiesto all'imprenditore per finanziare un film sulla vita di suo padre». Sulla qual cosa, il senatore «ha evitato di fornire una risposta chiara ed esaustiva alle domande poste dal suo rivale». Il presidente ha «proposto all’avversario che entrambi i candidati e le loro famiglie rendano pubblici i loro estratti conto bancari e le registrazioni telefoniche per dissipare ogni sospetto. Il senatore ha affermato di non avere nulla da nascondere, ma non ha accettato esplicitamente la proposta».
«La mancanza di risposte – scrive ancora il quotidiano online – non è stato un episodio isolato. Un'analisi pubblicata dal media brasiliano Brasil de Fato sostiene che Flávio Bolsonaro abbia affrontato direttamente il nucleo di sole cinque delle 21 domande ricevute durante il dibattito. In altre occasioni, ha offerto risposte parziali, ha cambiato argomento o ha fatto ricorso a contrattacchi».
Lula non si è sottratto allo scontro, ha rilevato El Plural. «Ha accusato i sostenitori di Bolsonaro di ricorrere sistematicamente alle menzogne e ha messo in discussione i legami tra la famiglia del suo rivale e gli interessi statunitensi».
Al termine del lungo articolo il giornale tira le somme sull’incontro-scontro: «Non si può certo dire che Lula sia uscito indenne dal dibattito. Il presidente è apparso a tratti a disagio, si è lasciato andare ad attacchi personali e non sempre è riuscito a tradurre la sua esperienza di governo in messaggi sufficientemente chiari per gli elettori indecisi. Ma sarebbe altrettanto inesatto presentare l'accaduto come un semplice pareggio tra due candidati ugualmente interessati al confronto».
Per quanto riguarda Flávio Bolsonaro. «ha fatto della provocazione uno strumento centrale del suo discorso. Ha lanciato accuse, mostrato messaggi denigratori e dedicato buona parte del suo tempo a mettere in discussione la credibilità personale di Lula. Quando le domande si sono concentrate sulle sue attività finanziarie, le sue risposte sono state molto meno incisive».
*Foto ritagliata di Lula Oficial tratta da Flickr
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