Mediterranea: a Trieste le autorità vietano la solidarietà e abbandonano le persone in strada
TRIESTE-ADISTA. Mediterranea Saving Humans esprime solidarietà a Linea d’Ombra, alla rete dei Fornelli resistenti e a tutte le persone che ogni giorno assistono chi arriva dalla rotta balcanica, di fronte alle nuove restrizioni imposte dalla Questura di Trieste.
«Dopo sette anni di presenza quotidiana in piazza della Libertà, alle realtà solidali viene imposto di ridurre l’orario delle attività e viene vietato di prestare assistenza il sabato e la domenica. Una decisione grave, che limita concretamente la possibilità di offrire cure, cibo e vestiti a persone lasciate in strada senza accoglienza», si legge in una nota di Mediterranea.
«La motivazione legata alla “tutela della socialità, dello svago e delle attività economiche” del centro è inaccettabile se utilizzata per comprimere il diritto alla solidarietà. Non si può invocare il “decoro urbano” per giustificare l’abbandono di persone che hanno diritto a chiedere asilo e che, troppo spesso, non trovano risposte dalle istituzioni.
Le testimonianze delle associazioni raccontano di persone costrette a dormire in strada, di richieste di asilo rinviate per mesi e di persone appena arrivate, ferite e stremate dal viaggio, che chiedono soltanto di poter accedere alla procedura di protezione. A questo si aggiungono controlli e restrizioni che colpiscono chi prova a garantire loro un’assistenza essenziale.
Questa non è sicurezza. È una politica che restringe gli spazi della solidarietà senza risolvere le condizioni di abbandono che essa cerca di affrontare. E che rischia di rendere sempre più difficile la vita di chi è già esposto a violenze e vulnerabilità.
Chiediamo la revoca dei divieti imposti alle associazioni, l’accesso effettivo alla procedura d’asilo e soluzioni di accoglienza dignitose e adeguate per tutte le persone lasciate in strada.
Mediterranea Saving Humans è al fianco di chi, a Trieste e ovunque, continua a garantire assistenza e a denunciare questa situazione. Curare una ferita, offrire un pasto caldo e riconoscere dignità a una persona non sono problemi di ordine pubblico. Sono responsabilità umane che le istituzioni dovrebbero sostenere, non ostacolare».
Foto https://www.lineadombra.org/
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