Nessun articolo nel carrello

Come difendersi dal Melonellum

Come difendersi dal Melonellum

Il seguente articolo è stato postato dal magistrato Domenico Gallo sul suo sito oggi 2 ottobre. Il sommarietto dell'articolo detta: "Il Melonellum è una legge truffa al quadrato. Può essere sconfitto come fu sconfitta la legge truffa nel 1953".

È in discussione alla Camera per l’approvazione definitiva la riforma elettorale con le modifiche introdotte al Senato A differenza di altre riforme elettorali, questa volta c’è stata una tempestiva e forte mobilitazione della società civile iniziata con l’appello “Torniamo alla Costituzione” lanciato da 158 costituzionalisti e raccolto dalle principali forze di opposizione che hanno respinto in toto la riforma, evitando compromessi pasticciati. L’opposizione della società civile sta organizzando una campagna di resistenza giudiziaria al Melonellum mediante ricorsi da presentare in tutte e 29 le circoscrizioni di Corte d’appello, con l’obiettivo di pervenire in tempi brevi al giudizio della Corte costituzionale. Massimo Villone (il Fatto del 18 settembre) ha messo in evidenza l’astuzia della maggioranza che è ricorsa ad accorgimenti vari per aggirare i paletti posti dalla Consulta con le sentenze 1/14 e 35/17. In primo luogo, l’innalzamento della soglia per accedere al premio di maggioranza dal 40 al 42% e l’autolimitazione del premio di maggioranza abbassando il tetto da 230 deputati a 220. Nel passaggio al Senato, inoltre è stata introdotta per l’elettore la possibilità di esprimere tre preferenze, fermo resto il capolista bloccato, secondo il modello dell’Italicum che sul punto non è stato censurato dalla sentenza n.35/17. Questi accorgimenti non cambiano la natura di legge truffa del Melonellum. Il meccanismo del premio di maggioranza con soglie di sbarramento comporta una forte coartazione della libertà del voto perché pone all’elettore il dilemma di scegliere fra rappresentanza ed investitura. Questo conflitto è esploso in maniera eclatante in occasione delle elezioni politiche del 13/14 aprile 2008. Con un colpo di genio Veltroni, all’epoca segretario del PD, escluse dalla coalizione tutta l’ala sinistra dello schieramento che aveva sostenuto il governo Prodi. La lista Arcobaleno, che comprendeva Rifondazione, Comunisti italiani e Verdi, forze politiche che alle elezioni del 2006 con liste separate avevano ricevuto 3.898.394 voti, ebbe un tracollo ottenendo solo 1.124.298 voti, pari al 3,08%, restando esclusa dal Parlamento. Un esame dei flussi elettorali, realizzato all’epoca dall’Associazione per il rinnovamento della Sinistra, ha dimostrato che oltre la metà (il 55%) dei voti persi rispetto al 2006 dalle forze politiche riunite nella sinistra arcobaleno è confluita nel cosiddetto “voto utile”, mentre una quota significativa (18%) ha disertato le urne. Ciò significa che una consistente fetta di elettori ha abbandonato il partito dal quale si sentiva politicamente rappresentata ed ha votato per il partito politicamente meno distante in corsa per il premio di maggioranza, mentre un’altra frangia di elettori, nell’impossibilità di risolvere il dilemma fra rappresentanza o investitura, ha preferito disertare le urne.

Analoga situazione si è verificò per i socialisti e l’Unione di centro con la conseguenza che milioni di elettori persero il diritto di essere rappresentati. L’impianto del Melonellum mantiene in piedi questo meccanismo manipolativo ma ciò non è stato ritenuto sufficiente ad assicurare il successo del Centro-destra. Nel passaggio al Senato è venuto fuori un altro meccanismo truffaldino. Si tratta dell’emendamento che – di fatto – impedisce l’ingresso in Parlamento di ogni altra forza politica diversa da quelle già rappresentate, attraverso l’artifizio di quadruplicare (da 1.500 a 6.000) il numero delle firme da raccogliere in ogni circoscrizione per poter presentare una nuova lista. Chiudere il Parlamento all’ingresso di nuove forze politiche snatura la democrazia e infligge un colpo gravissimo al principio stesso della sovranità popolare.

In questo modo si attribuisce ai partiti presenti in Parlamento un privilegio castale, anche se privi di un reale consenso elettorale. Basti pensare alla lista “Noi moderati” che nel 2022 prese alla Camera 254.127 voti (0,90%), meno delle firme che sarebbero necessarie a una nuova forza politica per essere ammessa alle elezioni. In questo modo cambia anche la natura dei partiti presenti in Parlamento perché i gruppi dirigenti diventeranno sempre più oligarchici, potranno più facilmente sbarazzarsi di oppositori o concorrenti interni, per i quali non sarà possibile la via di fuga di presentare nuove liste alle elezioni politiche. In questa scelta c’è un aspetto contingente: quello di impedire la partecipazione alle elezioni di una nuova forza di centro “Progetto civico”, guidata dall’assessore romano Alessandro Onorato, e di Rifondazione comunista, guidata da Maurizio Acerbo, che potrebbero apportare all’alleanza un contributo determinante per battere la Meloni. La presenza di questa due nuove formazioni potrebbe mobilitare una quota significativa dell’elettorato perché per l’elettore di centro e per quello di sinistra farebbe venire meno il dilemma della scelta fra investitura e rappresentanza. Siamo di fronte ad una legge truffa al quadrato. Bisogna farla fallire come fallì la legge truffa, il cui meccanismo manipolatorio non scatto perché alle elezioni del 7 giugno 1953 la coalizione di centrodestra non raggiunse il quorum del 50% per pochissimi voti. Anche questa volta c’è la possibilità di far fallire questa nuova legge truffa. Nel 2008 il tracollo della sinistra in Parlamento non fu causato automaticamente dal porcellum ma fu determinante comportamento di alcune forze politiche che agirono per ottenere una curvatura (quasi) bipartitica del sistema politico. Nel suo discorso parlamentare del 14 maggio 2008, in sede di dibattito sulla fiducia al governo Berlusconi, l’on. Veltroni rivendicò con orgoglio questo risultato, dichiarando:

“Rivendico al Partito Democratico il merito di aver introdotto ragioni profonde di discontinuità, rispetto ad un Paese che soffriva di una duplice e grave malattia: l’esasperata frammentazione politica e la costante demonizzazione dell’avversario. All’onorevole Casini, che ha detto cose condivisibili da questo punto di vista, voglio dire che è vero: abbiamo fatto politicamente ciò che, attraverso le riforme istituzionali e la legge elettorale, non siete riusciti a fare”.

Per far fallire il Melonellum bisogna seguire la strada opposta rispetto a quella percorsa da Veltroni nel 2008 e da Letta nel 2022. La strada è quella di allargare la base elettorale dell’Alleanza per la Costituzione. L’allargamento della base elettorale della coalizione è essenziale per superare la dicotomia fra investitura e rappresentanza e costituisce la chiave di volta che può richiamare al voto quegli elettori che, non sentendosi rappresentati, hanno disertato le urne. Sul recupero dell’astensione si giocheranno le sorti della prossima competizione elettorale.

(Una versione ridotta di questo artico è stata pubblicata sul Fatto Quotidiano del 2 ottobre con il titolo: Ampliare i progressisti: così salta il Melonellum)

*Foto di pubblico dominio

Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.

Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!

Condividi questo articolo:
  • Chi Siamo

    Adista è un settimanale di informazione indipendente su mondo cattolico e realtà religioso. Ogni settimana pubblica due fascicoli: uno di notizie ed un secondo di documentazione che si alterna ad uno di approfondimento e di riflessione. All'offerta cartacea è affiancato un servizio di informazione quotidiana con il sito Adista.it.

    leggi tutto...

  • Contattaci

  • Seguici

  • Sito conforme a WCAG 2.0 livello A

    Level A conformance,
			     W3C WAI Web Content Accessibility Guidelines 2.0

Sostieni la libertà di stampa, sostieni Adista!

In questo mondo segnato da crisi, guerre e ingiustizie, c’è sempre più bisogno di un’informazione libera, affidabile e indipendente. Soprattutto nel panorama mediatico italiano, per lo più compiacente con i poteri civili ed ecclesiastici, tanto che il nostro Paese è scivolato quest’anno al 46° posto (ultimo in Europa Occidentale) della classifica di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa.