Nessun articolo nel carrello

Coordinamento per la Democrazia costituzionale: il sì al nucleare è una ferita alla democrazia

Coordinamento per la Democrazia costituzionale: il sì al nucleare è una ferita alla democrazia

L’aula del Senato ha approvato ieri, 23 settembre, in via definitiva il disegno di legge delega Pichetto sul nucleare, già approvato alla Camera. Lo scopo del provvedimento, che delega il governo a emanare decreti che disciplinino la materia, è di ridare all'Italia una normativa sulle centrali atomiche per permetterne la riapertura. Le centrali nucleari sono chiuse in Italia dal 1987 su volontà del popolo italiana espressa in un referendum. Il referendum del 2011 confermò il no all’uso dell’energia atomica.

Dal Coordinamento per la Democrazia costituzionale, nella persona del vicepresidente Alfiero Grandi, la denuncia che «la legge sul nucleare mette in contrapposizione le decisioni del Parlamento con il voto dei cittadini» e «mettere il Parlamento contro i cittadini è una ferita alla democrazia e alla Costituzione».

Di seguito, il comunicato del Coordinamento.

Pichetto Fratin e Giorgia Meloni sono contenti di avere ottenuto l’approvazione definitiva della legge per il ritorno al nucleare in Italia.

Lo erano anche Scaiola e Berlusconi, poi arrivò il referendum del 2011 e furono meno contenti, la legge fu cancellata. Questa volta il governo non ha detto, come invece per la legge costituzionale sulla magistratura, che promuoverà il referendum, cercando così di dimostrare che la maggioranza degli italiani vuole il nucleare chiedendo di votare No alla cancellazione. Evidentemente non è così sicuro di interpretarne la volontà. 

Questa legge è un obbrobrio, il governo ottiene deleghe a fare tutto e il suo contrario, a emanare decreti correttivi per anni, a centralizzare le autorizzazioni in barba ai poteri degli Enti locali e delle Regioni. La Lega dormiva?

Pichetto per l’eolico off shore ha decentrato tutto, tanto non c’era fretta. Infatti non c’è un impianto approvato, eppure richiedono solo qualche anno per essere realizzati e nell’insieme darebbero energia elettrica più del nucleare e a costi minori.

La questione più grave è che la destra che voleva il premierato, cioè l’investitura popolare del capo del governo, impone con questa legge il ritorno al nucleare contro il voto popolare.

Dov’è la coerenza?  Il popolo va bene solo quando ti dà ragione? 

La legge sul nucleare mette in contrapposizione le decisioni del parlamento con il voto dei cittadini, che a maggioranza degli aventi diritto al voto si è espresso contro.

Mettere il parlamento contro i cittadini è una ferita alla democrazia e alla Costituzione.

C’è chi dice che è passato molto tempo dai referendum; bene chiediamo allora un pronunciamento della Corte, che ne aveva già emessi altri, tutti a tutela dell’esito dei referendum, e vediamo cosa ne pensa.

Altrimenti c’è sempre la possibilità del referendum abrogativo, del resto non c’è 2 senza 3, dicono.

Roma, 23 settembre 2026

*Foto di dominio publico

Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.

Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!

Condividi questo articolo:
  • Chi Siamo

    Adista è un settimanale di informazione indipendente su mondo cattolico e realtà religioso. Ogni settimana pubblica due fascicoli: uno di notizie ed un secondo di documentazione che si alterna ad uno di approfondimento e di riflessione. All'offerta cartacea è affiancato un servizio di informazione quotidiana con il sito Adista.it.

    leggi tutto...

  • Contattaci

  • Seguici

  • Sito conforme a WCAG 2.0 livello A

    Level A conformance,
			     W3C WAI Web Content Accessibility Guidelines 2.0

Sostieni la libertà di stampa, sostieni Adista!

In questo mondo segnato da crisi, guerre e ingiustizie, c’è sempre più bisogno di un’informazione libera, affidabile e indipendente. Soprattutto nel panorama mediatico italiano, per lo più compiacente con i poteri civili ed ecclesiastici, tanto che il nostro Paese è scivolato quest’anno al 46° posto (ultimo in Europa Occidentale) della classifica di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa.