Il 91% delle imprese preferisce la transizione verde: assicura competitività e risparmio
L’idea che l’Unione Europea debba indebolire le norme ambientali per restare competitiva e non penalizzare il mercato non trova riscontro tra le imprese europee: per il mondo imprenditoriale europeo la transizione verde non è un ostacolo, ma un pilastro strategico. È quanto emerge dal rapporto “Beyond Uncertainty” (24 settembre), realizzato da GlobeScan per il WWF intervistando 350 dirigenti d’azienda..
I dati parlano chiaro: il 91% dei manager ritiene che le politiche ambientali rafforzino la competitività dell’Unione Europea nel lungo termine. Mentre Bruxelles spinge per una "semplificazione" normativa in nome del rigore economico, la risposta delle imprese boccia i recenti tagli: per il 55% degli intervistati la deregulation ha avuto impatti negativi o ambigui.
I tentativi di revisione causano incertezza, vanificando investimenti già sostenuti e minando la stabilità finanziaria. A fronte di ipotetici risparmi burocratici per 17 miliardi di euro, l’inazione climatica costa oltre 180 miliardi all’anno. Come sottolinea Ester Asin (WWF), la priorità indicata dalle aziende (43%) non è il condono normativo, ma un quadro legislativo coerente e ambizioso, capace di garantire sicurezza energetica e proteggere dal collasso ecologico. Opporre sostenibilità e competitività svela così la propria matrice ideologica: il vero costo sociale ed economico risiede nel ritardo della transizione.
I risultati secondo il Wwf «evidenziano una netta distanza tra la spinta attuale dell'Unione europea ad allentare le normative ambientali e di sostenibilità e ciò che le aziende dichiarano di aver bisogno per competere maggiormente. Per i leader aziendali intervistati, dare continuità alla transizione verde europea rappresenta una priorità economica: significa ridurre l'esposizione ai rischi climatici e a quelli generati dalla perdita di biodiversità, rafforzare la sicurezza energetica e dell'approvvigionamento delle risorse e garantire maggiore stabilità dei costi».
*Foto di dominio pubblico
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