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“Un’altra difesa è possibile”: al via la seconda fase della campagna, affinché non si perda il treno

“Un’altra difesa è possibile”: al via la seconda fase della campagna, affinché non si perda il treno

Sembrava un’impresa davvero ardua, a causa dell’ostilità diffusa da certe narrazioni e della scarsa visibilità mediatica con cui il pacifismo italiano deve confrontarsi ogni giorno. Ma, alla fine, la Campagna “Un’altra difesa è possibile” ce l’ha fatta. Nel giro di sei mesi, con il solo impegno della società civile sui territori (parrocchie, associazioni, organizzazioni studentesche…) e in rete, ha sfondato il tetto delle 50mila firme necessarie per far approdare in Parlamento la Proposta di Legge (PdL) di iniziativa popolare sull’istituzione di un Dipartimento della Difesa civile, non armata e nonviolenta.

Il 25 settembre scorso, le 57.136 firme raccolte (54.751 digitali e 2.385 cartacee) sono state consegnate in Senato: «Un risultato storico – si legge nella nota a margine della Rete italiana Pace e Disarmo (partner della mobilitazione insieme alla Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile e alla Campagna Sbilanciamoci!) – che dimostra la capacità delle reti e organizzazioni della società civile di trasformare la mobilitazione dal basso in proposte concrete di cambiamento, e che si inserisce in un lavoro più ampio e non concluso, quello di costruire vere e proprie istituzioni di pace».

Ora parte la “fase 2” della mobilitazione, avvertono i promotori, «un percorso di stimolo, coinvolgimento, pressione verso i gruppi parlamentari affinché il testo di legge venga approfondito, discusso e portato al voto». In parte perché, nonostante la partecipazione di popolo, la proposta di una difesa istituzionalizzata, alternativa a quella armata militare, «resta ancora poco conosciuta» e ignorata dai grandi media. In parte perché non si ripeta quanto accaduto circa dieci anni fa: nel 2014-2015 le organizzazioni promotrici avevano già portato alla Camera 106mila firme raccolte su un’analoga PdL che però non ha incontrato il sostegno della classe politica ed era rimasta impantanata nei cassetti della Commissione Difesa. Con la fine della XVII Legislatura (marzo 2018) la PdL è decaduta senza mai arrivare alla discussione in Aula.

Le reti promotrici dichiarano oggi – forti del sostegno già espresso da rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra, del Movimento 5 Stelle e dalla segreteria del Pd – di voler lavorare su un doppio binario: pressione sul Parlamento e rilancio della campagna. «Vogliamo che le proposte di “Un’altra difesa è possibile” arrivino in tutte le città e i territori attraverso i gruppi locali, le persone delle associazioni aderenti e i giovani in servizio civile, per allargare la platea di chi sostiene questa forma diversa di difesa della Patria e di costruzione della pace, in alternativa a percorsi militari che nei fatti non hanno saputo garantire sicurezza né nel mondo né nei conflitti in corso».

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