"Don Bosco 2000": basta propaganda sulla pelle (già segnata) dei bambini migranti
Anche l’Associazione “Don Bosco 2000” di Piazza Armerina (EN), che si occupa di accoglienza e cooperazione, dice la sua a margine delle polemiche esplose dopo la proposta di Giorgia Meloni di limitare gli studenti stranieri nelle classi scolastiche. Se nel mondo ci sono be 53 milioni di babini costretti a fuggire da guerre, fame e cambiamento climatico, l'Italia si trova in prima linea a fronteggiare questo disastro umanitario, perché rappresenta la «principale porta d'ingresso europea, con oltre 14.300 minori stranieri non accompagnati inseriti nel sistema di accoglienza nazionale fino allo scorso maggio». L’Associazione rilancia «il forte appello alla responsabilità lanciato da Papa Leone XIV in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato» e «ribadisce il proprio impegno sul campo per dimostrare che un modello di accoglienza alternativa non solo è possibile, ma rappresenta l'unica via per garantire un futuro dignitoso a chi fugge dalla disperazione».
Per i bambini migranti, segnati da traumi e profonde ferite, la scuola rappresenta «il primo vero spazio di cura, inclusione e riscatto sociale. Per questo motivo, è inaccettabile che i ragazzi stranieri che frequentano le nostre aule vengano trasformati in strumenti di scontro. Non sono e non possono essere oggetto di propaganda, ma sono giovani donne e giovani uomini da formare, a cui fornire gli strumenti per diventare cittadini onesti ed operosi, garantendo loro la possibilità di costruire un futuro diverso e luminoso».
Denuncia Agostino Sella (presidente di Don Bosco 2000) che la propaganda «mira a inquinare un tema così delicato» e «lede in modo inaccettabile la dignità della persona. Strumentalizzare la presenza e il percorso di questi giovani significa calpestare ancora una volta i loro diritti, dopo che la vita li ha già duramente messi alla prova. Il nostro compito come educatori e come società civile è quello di proteggerli, integrarli e valorizzarli, tenendo le scuole lontane da speculazioni che nulla hanno a che fare con il bene comune».
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