Sulla sospensione della lavanda dei piedi da parte del papa:
La recente decisione del papa di sospendere la tradizionale lavanda dei piedi, che solitamente si svolgeva con prigionieri e migranti, ha suscitato un ampio dibattito sulla direzione intrapresa dalla Chiesa cattolica nel contesto contemporaneo.
Questa cerimonia, simbolo di umiltà e servizio, è stata un pilastro del messaggio pastorale di papa Francesco, che si è sempre battuto per una Chiesa che si avvicini agli emarginati e a coloro che soffrono.
Tuttavia, la decisione di spostare questa pratica nella Basilica di san Giovanni in Laterano e di limitarla a un gruppo selezionato di persone solleva interrogativi sulla vera missione della Chiesa e sul suo ruolo nella società odierna.
La lavanda dei piedi, descritta nel vangelo di Giovanni (13, 1-17), è un atto di umiltà compiuto da Gesù con i suoi discepoli prima della crocifissione.
Questo gesto non solo simboleggia il servizio, ma stabilisce anche un modello di leadership basato sulla compassione e sull’amore per gli altri, soprattutto verso coloro che sono considerati gli emarginati nella società.
Coinvolgendo i prigionieri ed i migranti in questa cerimonia, papa Francesco aveva sottolineato l’importanza di riconoscere e di dare dignità a coloro che sono spesso dimenticati o rifiutati.
La sospensione di questa pratica può essere interpretata come un allontanamento da questo ideale, lasciando intendere che la Chiesa sia più interessata a mantenere tradizioni cerimoniali che a vivere gli insegnamenti di Cristo.
La dualità tra tradizione e modernità
La decisione di limitare la lavanda dei piedi a un contesto più controllato e cerimoniale potrebbe essere vista come un tentativo di preservare la solennità della Messa del Giovedì Santo.
Tuttavia, questa azione riflette anche una tensione intrinseca nella Chiesa tra tradizione e modernità.
Con l’evoluzione della società, le istituzioni religiose si trovano ad affrontare la sfida di adattarsi senza perdere la propria essenza.
La Chiesa cattolica, in particolare, ha lottato con questa dualità, venendo spesso criticata per la sua resistenza al cambiamento.
La sospensione della lavanda dei piedi può essere vista come una passo indietro negli sforzi per rivitalizzare l’immagine della Chiesa come un’entità attenta ai problemi sociali e a coloro che soffrono.
La disconnessione dagli emarginati
L’allontanamento della Chiesa dai margini della società è un tema ricorrente nel discorso contemporaneo.
Mentre il mondo è alle prese con crisi migratorie, povertà e disuguaglianze, la presenza della Chiesa in questi spazi diventa ancora più cruciale.
Optando per un approccio più elitario e cerimoniale, il papa sembra voltare le spalle alla realtà di milioni di persone che lottano quotidianamente.
Questa disconnessione non solo influenza la percezione pubblica della Chiesa, ma ne mina anche la capacità di adempiere alla missione affidatale: essere luce di speranza e di servizio in un mondo ferito.
L’annullamento da parte del papa di questo evento e della messa con prigionieri e migranti è più di una semplice decisione pastorale; è un riflesso di una lotta più ampia all’interno della Chiesa cattolica sulla sua identità e sul suo ruolo nel mondo moderno.
Con l’evoluzione della società, la Chiesa deve trovare il modo di rimanere rilevante e autentica nella sua missione di servizio.
La vera grandezza della Chiesa risiede nella sua capacità di accogliere gli emarginati e di servire i più bisognosi.
Solo attraverso un autentico impegno verso questi valori la Chiesa può sperare di essere un agente di cambiamento e di speranza nel mondo di oggi.
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Articolo pubblicato il 4.2.2026 sulla pagina Facebook dell’autrice.
Traduzione a cura di Lorenzo Tommaselli
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