Umanità al bivio: la fine del New START tra USA e Russia e l'obiettivo del disarmo nucleare
Su Adista Notizie n. 4/26, ricordando il quinto anniversario del Trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPNW), avevamo definito il New START (che sta per “Strategic Arms Reduction Treaty”) «l’ultimo argine». Si tratta, infatti, dell’ultimo trattato bilaterale tra USA e Russia per il controllo e la riduzione delle armi nucleari strategiche, firmato a Praga l'8 aprile 2010 da Barack Obama e Dmitrij Medvedev ed entrato in vigore il 5 febbraio 2011. Prorogato di altri 5 anni nel 2021, il Trattato non può essere rinnovato ulteriormente se non attraverso la rinegoziazione di un accordo totalmente nuovo – difficile da ipotizzare nell’attuale clima di sfiducia tra superpotenze, conflittualità, riarmo e rilancio della deterrenza nucleare –, in mancanza del quale verrebbe meno ogni vincolo legale verificabile per le due potenze, che da sole controllano circa l’87% degli ordigni atomici di tutto il mondo (delle 12.405 testate presenti, 5.459 sono russe e 5.177 statunitensi).
Una nota di Rete italiana Pace e Disarmo e Senzatomica (organizzazioni che hanno promosso la Campagna “Italia ripensaci” per chiedere alle nostre istituzioni di aderire al TPNW) ammettono che la scadenza del New START rappresenta «un bivio per la sicurezza globale» e anche «un momento di estrema gravità e responsabilità per la comunità internazionale».
“Italia ripensaci” ricorda che il potenziale nucleare di USA E Federazione Russa è più che sufficiente ad annientare l’intero genere umano e che, ben lungi dal voler intraprendere un cammino di smantellamento degli arsenali, la Russia ha investito circa 8 miliardi di dollari in armi nucleari e gli Stati Uniti ben 56,8 miliardi di dollari nel solo 2024.
L’obiettivo per l’intera umanità, sottolinea la nota della Campagna, resta «il disarmo nucleare, inteso come riduzione irreversibile e verificabile delle testate e dei sistemi di lancio». Per questo la scadenza del trattato inquieta: «Senza trasparenza, verifiche, ispezioni e meccanismi di fiducia reciproca, il rischio di escalation, incidenti e lanci accidentali aumenta in modo drammatico». E dunque, «la fine del New START rischia di inaugurare una fase di totale assenza di limiti sul numero e sulle tipologie di armi nucleari dispiegabili, alimentando tensioni e una nuova corsa agli armamenti».
Per questo le organizzazioni di “Italia ripensaci” chiedono «che la scadenza del New START non venga utilizzata come pretesto per accelerare una nuova corsa agli armamenti nucleari, ma come occasione per avviare immediatamente negoziati seri e ambiziosi per la denuclearizzazione, coinvolgendo progressivamente anche gli altri Stati dotati di armi nucleari». E ribadiscono anche che «l’unico quadro realmente coerente con l’eliminazione delle armi nucleari è il Trattato sulla Proibizione delle Armi nucleari (TPNW), già firmato o ratificato dalla maggioranza degli Stati del mondo. L’adesione a questo Trattato da parte di tutti i Paesi, inclusi quelli nuclearmente armati e i loro alleati, resta un passaggio imprescindibile per liberare l’umanità dalla minaccia nucleare».
E l’Italia? Il nostro Paese si dichiara «impegnato per la pace e la sicurezza internazionale» e oggi «non può restare in silenzio. È il momento di scegliere se accettare un futuro sempre più instabile e pericoloso, o lavorare con decisione per un mondo libero dalle armi nucleari. Italia ripensaci continuerà a chiedere che il nostro Paese stia dalla parte del disarmo, del diritto internazionale e della sicurezza umana, non della deterrenza nucleare».
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