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Referendum: "Propaganda per il Sì nelle scuole: noi non ci stiamo". La denuncia degli studenti

La Rete della Conoscenza – struttura che unisce singolɜ, collettivi e organizzazioni giovanili e studentesche che condividono valori democratici, antifascisti, anticapitalisti, ecosocialisti, transfemministi e antirazzisti – denuncia «la manipolazione ideologica» che si sta verificando nelle scuole di Catanzaro per convincere gli studenti a votare Sì al referendum sulla “separazione delle carriere” in ambito giudiziario. Di seguito il testo diffuso il 25 gennaio.

È recente la notizia del progetto di iniziative dedicate al referendum nelle scuole di Catanzaro, sottoscritto dall’Osservatorio MIUR e dalla Camera Penale. Nel documento si fa esplicito riferimento a “campagne pubblicitarie e slogan che mettano in luce le ragioni per il SÌ al referendum sulla giustizia”.

Ancora una volta le scuole vengono trasformate in un terreno di manipolazione ideologica, piegate agli obiettivi politici del Ministero e del Governo. Quando i luoghi della formazione e del pensiero critico diventano strumenti di propaganda istituzionale, viene messa in discussione la credibilità dell’informazione pubblica.

«È inaccettabile che la scuola venga usata per promuovere una sola posizione politica», dichiara l’Unione degli Studenti. «La scuola dovrebbe essere uno spazio libero, in cui si costruisce coscienza critica, non un megafono per le scelte del Governo».

Di fronte a iniziative come queste non arretriamo. Se il Governo decide di fare campagna per il SÌ nelle scuole, saranno le studentesse e gli studenti a organizzarsi per garantire un vero confronto democratico.

«Non permetteremo che il referendum venga raccontato in modo unilaterale», continua l’Unione degli Studenti. «Ci organizzeremo per portare le ragioni del NO al referendum del 22 e 23 marzo. La partecipazione e la democrazia non si impongono dall’alto: si costruiscono dal basso».

La scuola non è propaganda. La scuola è confronto, autonomia e libertà.

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