"Abbasso tutte le guerre". Alla Gregoriana la presentazione della nuova edizione critica delle lettere di don Milani ai cappellani militari e ai giudici
ROMA-ADISTA. “Abbasso tutte le guerre” è il titolo quanto mai attuale della nuova edizione critica delle lettere di don Lorenzo Milani ai cappellani militari e ai giudici curata dallo storico del cristianesimo Sergio Tanzarella, arricchita da inedite fonti di archivio e carte processuali e corredata da un ampio apparato di note che le contestualizzano e ne consentono una piena comprensione anche a chi non è particolarmente addentro al mondo milaniano (Lorenzo Milani, Abbasso tutte le guerre. Lettera ai giudici. Lettera ai cappellani militari, Il pozzo di Giacobbe, pp. 224, € 18).
Il volume viene presentato giovedì 19 marzo alle ore 17 presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma (piazza della Pilotta, 4), l’evento è promosso dal Centro studi interreligiosi dell’ateneo retto dai gesuiti, nell’ambito del corso “La non-violenza nelle religioni”. Insieme al curatore Tanzarella partecipano p. René Micallef (Facoltà di Teologia) e Rocco D’Ambrosio (Facoltà di Filosofia), modera Ambrogio Bongiovanni (direttore Centro studi interreligiosi), letture di testi di don Milani dell’attrice Adonella Monaco (per partecipare all’evento occorre registrarsi qui https://www.unigre.it/it/eventi-e-comunicazione/eventi/calendario-eventi/lorenzo-milani-abbasso-tutte-le-guerre-lettera-ai-giudici-lettera-ai-cappellani-militari/)
«Nel tempo presente lacerato da nuove guerre, genocidi e deportazioni le lettere di Lorenzo Milani ai cappellani militari e ai giudici, scritte nel 1965, mantengono una drammatica attualità e dovrebbero essere studiate in tutte le scuole – spiegano gli organizzatori –. Infatti, in quelle lettere Milani rilegge la storia dell’Italia dall’unità in poi senza retorica celebrativa, come storia feroce di guerre, di spietato colonialismo, di sopraffazione di poveri, di crimini impuniti. Due lettere ancora oggi pericolosissime che rompono la mistificazione della storia italiana. Esse smascherano le menzogne del potere e denunciano i silenzi dei cappellani militari dinanzi a tanti orrori e all’esaltazione dell’obbedienza cieca, mettendo sotto accusa l’illusoria deresponsabilizzazione dell’esecuzione di ordini, anche omicidi, impartiti dall’autorità. In questo libro il curatore, utilizzando inedite carte processuali, ricostruisce il clima di quegli anni e il processo che Milani dovette subire a causa delle sue idee. La riedizione delle due lettere, restaurate utilizzando le fonti originali, è accompagnata da un apparato di note che aiuta il lettore a meglio comprenderle e a porle in relazione con gli altri scritti di Milani».
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