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Immigrazione e caporalato, Mons. Savino a Famiglia Cristiana: «Basta sfruttamento. Serve una rivolta sociale»

Immigrazione e caporalato, Mons. Savino a Famiglia Cristiana: «Basta sfruttamento. Serve una rivolta sociale»

MILANO-ADISTA. «Basta sfruttamento. Serve una rivolta sociale». Con un’intervista rilasciata a Famiglia Cristiana in edicola, vescovo di Cassano allo Jonio e vicepresidente della Cei mons. Francesco Savino interviene sul tema dello sfruttamento dei lavoratori migranti e del caporalato dopo la tragedia avvenuta ad Amendolara, nella quale quattro uomini hanno perso la vita. «Non possiamo restare indifferenti davanti a questi corpi bruciati. L'integrazione è la vera sfida della nostra democrazia»

Nell'intervista rilasciata a Famiglia Cristiana mons. Savino esprime profondo dolore e indignazione per quanto accaduto: «Non possiamo tollerare che persone impoverite vengano consumate nel fuoco della violenza e dell’abbandono. Quanto è accaduto ad Amendolara – sottolinea il prelato - deve diventare uno spartiacque. Da oggi nessuno potrà dire: non sapevo, non riguarda me».

Il vicepresidente della CEI tratta anche il tema dell’accoglienza: «Non basta accogliere: è sull'integrazione che ci giochiamo la civiltà e la democrazia», sottolinea, chiedendo politiche fondate sul riconoscimento dei diritti, sulla dignità del lavoro e sulla valorizzazione del contributo umano e sociale dei migranti.

Nel suo intervento, il vescovo indica anche alcune priorità concrete: «Invoco uno dei principi più importanti della Dottrina della Chiesa, la sussidiarietà circolare: credenti, parrocchie, associazioni, cittadini, insieme possiamo combattere dal basso questa terribile struttura di dominio – e aggiunge - come cristiani non possiamo celebrare l’Eucaristia e restare indifferenti davanti a questi corpi bruciati. Pregare, oggi, significa anche denunciare».

Mentre alla politica chiede «di esserci, con tutta la sua forza. Non solo dopo il sangue, ma prima. Serve presenza nelle sacche di precarietà, dove il caporalato mette radici, nei luoghi di reclutamento, nelle campagne, nelle filiere, negli alloggi indegni, nei trasporti opachi».

Foto: Conferenza episcopale italiana

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