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La tragica morte di Fakir: un'inaccettabile ferita per lo stato di diritto

La tragica morte di Fakir: un'inaccettabile ferita per lo stato di diritto

La tragica morte di Fakir è una inaccettabile ferita per lo stato di diritto

Dichiarazione della Presidenza del Cdc nazionale e del Cdc di Bologna

La drammatica morte di Abderrahim Fakir, cittadino del Marocco quarantaduenne, residente in Italia da molti anni, ha subito suscitato un’ondata di sdegno nella cittadinanza per le immagini che mostravano l’immobilizzazione da parte di due agenti, le ripetute grida di aiuto di Fakir e la constatazione del decesso da parte degli operatori sanitari che fino a quel momento avevano assistito inerti.

Il sindaco di Bologna ha risposto indicendo per il giorno successivo una manifestazione in Piazza Nettuno per esprimere, oltre allo sdegno per la letale violenza subita da Fakir, la solidarietà della cittadinanza ai familiari e alla comunità marocchina.

La Procura di Bologna ha avviato indagini per acquisire tutte le informazioni necessarie sulla dinamica dei fatti, in primo luogo sul comportamento delle forze dell’ordine e dei sanitari.

Lunedì scorso Galeazzo Bignami, bolognese e capogruppo di FdI alla Camera, ha accusato il sindaco di incitare la folla contro la polizia, cosa del tutto falsa. L’intervento lucido e toccante di Yossara, nipote di Abderrahim, ha suscitato commozione in tutta la piazza e la manifestazione si è conclusa in modo pacifico come era iniziata.

Successivamente un corteo di giovani si è diretto verso la sede della Prefettura, dove erano schierate le forze dell’ordine che avevano però lasciato libero l’accesso alla piazza, a differenza di altre occasioni. Il che ha obiettivamente favorito chi voleva gli scontri, malgrado che i familiari di Fakir avessero scongiurato di evitarli.

Questo ennesimo tentativo di aggredire Bologna, di provocare incidenti e il comportamento non adeguato di chi ha la responsabilità dell’ordine pubblico è il frutto avvelenato delle scelte di chi non tollera che la città si distingua per il suo alto grado di civiltà in un Paese che rischia di scivolare verso il Far West sociale e la xenofobia.

La tragica morte di Fakir è un segnale allarmante per la convivenza civile nel nostro Paese.

E’ stato giusto e coraggioso offrire ai cittadini una sede per vivere insieme un tornante difficile, è preoccupante che gruppi di “professionisti” insistano su una via di violenza, ma le scelte repressive del governo, con i ripetuti decreti sulla sicurezza, si sono dimostrate sbagliate e incapaci di affrontare i motivi che preoccupano giustamente i cittadini. La politica di sicurezza pubblica del governo Meloni è la conferma della sua incapacità di misurarsi con le tensioni sociali esistenti senza scivolare in una deriva da stato di polizia.

Prima se ne andrà meglio sarà per l’Italia civile e democratica.

La presidenza nazionale del Cdc e la presidenza del comitato di Bologna del Cdc

Roma, 23 luglio 2026

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