La convention della destra sovranista mondiale a Roma. Ma dopo le politiche: troppo imbarazzante in campagna elettoraleza
Per la prima volta a Roma la Conservative Political Action Conference (CPAC), la più importante kermesse dei conservatori di destra ed estrema destra a livello mondiale. Prevista per questi giorni di settembre, è stata rimandata al 2027. Tuttavia, un summit preparatorio si è avuto nella nostra capitale dal 4 al 6 settembre, giornata che in serata vedeva programmata una cena a porte chiuse con ospiti americani (il più “importante”, Matt Schlapp, presidente dell’American Conservative Union), politici conservatori di tutta Europa e figure di spicco del centrodestra italiano. Invitati la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i vice primi ministri Matteo Salvini e Antonio Tajani. A fine summit, organizzato per discutere la struttura, il programma e l'organizzazione a lungo termine della futura conferenza, era prevista una conferenza stampa, della quale però a questo momento non c’è traccia.
Dunque nel 2027 e non nel 2026 perché siamo già in fase pre-elettorale, che potrebbe terminare la prossima primavera se le elezioni verranno anticipate, o a settembre 2027, scadenza naturale dell’attuale governo.
Il sito Brussels Signal https://brusselssignal.eu/ (3 settembre) riferisce che «fonti interne ai Fratelli d'Italia (FdI) di Meloni hanno riferito a Brussels Signal che la decisione era dettata da considerazioni geopolitiche più ampie, con il governo intenzionato a preservare un equilibrio tra l'amministrazione Trump a Washington e le capitali europee in un contesto di crescenti tensioni transatlantiche. L'obiezione formale, riportata dal quotidiano italiano La Repubblica, riguardava una lista di invitati che il partito temeva fosse troppo radicale». Secondo alcune fonti, seguita l’articolo, «Meloni era preoccupata di presentare l'Italia come il fulcro europeo del movimento MAGA in un momento in cui cercava di posizionarsi come ponte tra Washington e Bruxelles, piuttosto che come leader di uno schieramento politico specificamente allineato a Trump».
Fondato nel 1974 dall'American Conservative Union, il CPAC si è evoluto da conferenza politica statunitense a uno degli incontri più influenti al mondo per leader conservatori, di centro-destra e sovranisti. Nell'ultimo decennio, ha realizzato le sue edizioni in molti Paesi (Giappone, Australia, Brasile, Messico, Corea del Sud, Polonia, Ungheria).
Il Giornale del 6 agosto chiariva che «la Cpac Italia vede coinvolte nell’organizzazione figure italiane insieme a Matt Schlapp e Marcel Kaminstein, consulente politico che collabora a stretto contatto con l’amministrazione Trump su questioni di politica estera ed economica. Fonti di Fratelli d’Italia spiegano a Il Giornale che il Cpac in Italia si inserisce nella rete di relazioni ad ampio raggio che i conservatori italiani coltivano con il mondo repubblicano americano, la cui presenza a Roma non può che essere accolta favorevolmente».
Al centro dell’agenda della Cpac, i temi è quella tradizionale della galassia conservatrice internazionale: sovranità, sicurezza, prosperità, valori occidentali, difesa, futuro industriale, famiglia e geopolitica transatlantica (qui, qui e qui alcuni degli articoli di Adista sulla Cpac).
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