Nessun articolo nel carrello

O l’Europa riuscirà ad anteporre le persone ai confini, o dovrà smetterla di proclamarsi cristiana

O l’Europa riuscirà ad anteporre le persone ai confini, o dovrà smetterla di proclamarsi cristiana

ROMA-ADISTA. «Non possiamo abituarci a contare i morti, la dignità umana non ha passaporto e non perde dignità quando attraversa una frontiera». Queste le sferzanti parole di papa Leone XIV durante la sua visita il 4 luglio a Lampedusa, preferendo cosi l’isola dove arrivano i migranti, alla festa dell’indipendenza degli Usa, dove era stato ufficialmente invitato a partecipare il 4 luglio. Il pontefice manda così un forte messaggio al suo paese di origine che si sta sempre più chiudendo su se stesso, con le razziste e criminali leggi di Trump, con le retate dei migranti ad opera degli agenti dell’Ice e con il tentativo di abolire lo Ius soli.

Papa Leone ha voluto ricordare al popolo americano che sono stati i migranti ad aver plasmato il futuro della nazione. E al popolo italiano invece ha rammentato che non ci devono essere due Lampedusa. Non ci può essere una spiaggia per i turisti e una dove vengono relegate le persone che arrivano con i barconi.

Papa Leone è stato pungente anche con l’Unione Europea che da poco ha votato il famigerato Migration Pact (Il Patto delle Migrazioni). È scandaloso che dopo aver votato questo Patto, i parlamentari della Ue abbiano salutato l’approvazione del nuovo regolamento cantando: «Mandateli a casa!».

A questa Europa, il papa ricorda: I morti di questo mare sono vittime sia di decisioni prese sia di decisioni mancate. Il Mediterraneo è diventato Cimiterium Nostrum, come ripeteva papa Francesco, dove sono sepolti circa centomila migranti!

E anche in questi giorni di agosto i migranti continuano ad annegare nel Mediterraneo, sempre per le politiche criminali della Ue e del governo Meloni. Papa Leone a Rimini ha detto: «Prima dei confini ci sono le persone». Il presidente del Consiglio mondiale delle Chiese, il vescovo luterano Bedfort Strohm ha rincarato la dose: «La querelle attuale è vergognosa perché per alcuni politici sembra contare solo quante persone hanno espulso. Dovrebbe valere l’opposto: il successo della politica dovrebbe essere quello di garantire a più persone possibili una vita dignitosa. Ciò a cui stiamo assistendo non ha nulla a che vedere con il cristianesimo».

O l’Europa riuscirà ad anteporre le persone ai confini, o dovrà smetterla di proclamarsi cristiana.

Contro queste politiche disumane e razziste, si terrà il Digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti il 9 settembre, a Roma, in via di San Nicola de Cesarini (Largo Argentina) dalle ore 17.

Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.

Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!

Condividi questo articolo:
  • Chi Siamo

    Adista è un settimanale di informazione indipendente su mondo cattolico e realtà religioso. Ogni settimana pubblica due fascicoli: uno di notizie ed un secondo di documentazione che si alterna ad uno di approfondimento e di riflessione. All'offerta cartacea è affiancato un servizio di informazione quotidiana con il sito Adista.it.

    leggi tutto...

  • Contattaci

  • Seguici

  • Sito conforme a WCAG 2.0 livello A

    Level A conformance,
			     W3C WAI Web Content Accessibility Guidelines 2.0

Sostieni la libertà di stampa, sostieni Adista!

In questo mondo segnato da crisi, guerre e ingiustizie, c’è sempre più bisogno di un’informazione libera, affidabile e indipendente. Soprattutto nel panorama mediatico italiano, per lo più compiacente con i poteri civili ed ecclesiastici, tanto che il nostro Paese è scivolato quest’anno al 46° posto (ultimo in Europa Occidentale) della classifica di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa.