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L'Onu contro la sospensione delle elezioni in Nicaragua e in ansia per la scomparsa dell'ex vescovo di Estelí

L'Onu contro la sospensione delle elezioni in Nicaragua e in ansia per la scomparsa dell'ex vescovo di Estelí

La decisione del presidente del Nicaragua Daniel Ortega di sospendere le elezioni (erano previste per il 2027) è stata “vidimata” dal presidente dell’Assemblea nazionale le Paese, Gustavo Porras. Ha annunciato che entro pochi giorni il Parlamento presenterà una riforma per trasformare in legge la decisione del presidente. Lo scopo del provvedimento, ha detto Porras, è contrastare le interferenze straniere e proteggere la «democrazia del popolo nicaraguense»: saranno i cittadini del Paese, dice, a stabilire «quando e come» si svolgeranno eventuali consultazioni elettorali.

Contro questa e altre decisioni antidemocratiche di Ortega, si è pronunciato (22/7) l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani, Volker Türk, richiamando le autorità al rispetto dei diritti umani ed elettorali di tutti i cittadini. «Invito le autorità – ha detto in merito alla sospensione del diritto di voto – a riaprire lo spazio civico e a ripristinare lo stato di diritto. Persone di tutte le ideologie politiche devono poter votare e candidarsi a cariche pubbliche, in linea con gli obblighi internazionali dello Stato in materia di diritti umani».

Türk ha denunciato altre due delibere del governo: all'inizio di questo mese il regime di Ortega (e della moglie Rosaria Murillo, co-presidente per Costituzione) ha revocato le credenziali di diversi avvocati, senza base legale e senza spiegazione ufficiale e «almeno 46 persone restano detenute arbitrariamente per motivi politici»; diversi territori indigeni «sono colpiti da concessioni minerarie ed estrattive», e che molti sono stati concessi senza una vera consultazione o con il consenso dei popoli indigeni. Delibere, ha detto Türk, che «aggravano ulteriormente le severe restrizioni alle libertà fondamentali, lo smantellamento dello spazio civico e la costante erosione dello stato di diritto» in Nicaragua.

L’Alto Commissario Onu per i diritti umani si è detto anche «turbato da notizie di repressione contro la Chiesa cattolica e altre denominazioni religiose». In particolare, ha manifestato la sua inquietudine per «l'assenza di informazioni ufficiali sul destino, la posizione e le condizioni del vescovo [emerito di Estelí] Abelardo Mata Guevara, 80 anni, arrestato il 29 giugno».

«Esorto le autorità – ha affermato – a liberare immediatamente tutti coloro che sono stati detenuti arbitrariamente e a garantire che tutti i detenuti siano trattati con umanità e dignità, in conformità con gli obblighi del Nicaragua ai sensi del diritto internazionale dei diritti umani».

Il 4 luglio, il Ministero dell’Interno ha rilasciato una dichiarazione (v. Adista Notizie n. 28/26) in cui riferisce di aver prelevato il vescovo per sottoporlo a una «necessaria indagine» su sue proprietà e sui legami familiari che, afferma la nota, «non coincidono con la condizione sacerdotale». Il vescovo, secondo l’Interno, ha rilasciato dichiarazioni su «diversi episodi di violazione delle leggi nazionali», senza precisare di quali episodi si tratti e se abbiano una rilevanza penale. La dichiarazione afferma che, concluso l’interrogatorio, durante il quale peraltro sarebbe stato trattato «con rispetto e considerazione», mons. Mata sarebbe rientrato nella sua abitazione. Ma di lui finora non c’è traccia.

*Foto ritagliata di UN Geneva tratta da Flickr

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