Alla Cittadella di Assisi nasce il “Teatro del Dialogo – Raimon Panikkar”
ASSISI (PG)-ADISTA. Teatro del Dialogo-Raimon Panikkar, è il nuovo nome dell'anfiteatro esterno che si trova nel giardino della Pro Civitate Christiana di Assisi e che intende trasformare la dedica alla memoria di uno dei più originali pensatori cristiani del Novecento in un impegno per il presente e per il futuro. La scelta nasce dalla volontà di riconoscere in Panikkar una figura esemplare coerente con la vocazione della Pro Civitate Christiana al dialogo tra culture, popoli e religioni come autentica esperienza di incontro e di reciproco arricchimento.
«In un tempo così difficile e complesso – sottolinea Mariano Borgognoni, presidente della Pro Civitate Christiana – sentiamo il bisogno di costruire ponti. Intitolare questo luogo a Raimon Panikkar significa assumere il dialogo come responsabilità e come scelta concreta».
L’intitolazione si è svolta nell'ambito delle iniziative del Tempo del Creato 2026 e nel contesto delle celebrazioni per l'ottavo centenario del transito di san Francesco. Un accostamento particolarmente significativo per la Pro Civitate Christiana: la ricerca di Panikkar sul dialogo si incontra con la vocazione francescana di Assisi e con la crescente consapevolezza della necessità di una nuova relazione tra l'essere umano, gli altri esseri viventi e la casa comune. Nel corso dell'incontro, don Achille Rossi, che ha conosciuto personalmente Panikkar, ne ha ripercorso la figura e il pensiero, in una testimonianza diretta sul significato della sua ricerca.
Con la nuova intitolazione, la Pro Civitate Christiana intende fare del Teatro del Dialogo-Raimon Panikkar un luogo permanente di incontro. Conferenze, spettacoli, musica, esperienze artistiche, momenti di spiritualità e occasioni di confronto potranno trovare nel Teatro del Dialogo della Cittadella uno spazio nel quale affrontare le grandi questioni del presente. Il nome di Panikkar diventa così non soltanto un segno di memoria, ma un invito a proseguire una ricerca: come vivere insieme in un mondo plurale, riconoscendo nelle differenze non una minaccia, ma una possibilità di incontro?
Foto Pro Civitate Christiana
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