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Ponte di Messina: la Procura di Roma apre un'indagine per corruzione

Ponte di Messina: la Procura di Roma apre un'indagine per corruzione

La procura di Roma ha aperto un’indagine per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio relativamente all'iter di costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Riferisce Today.it che, secondo la nota diffusa dall'ufficio giudiziario, è stato dato mandato ai carabinieri del Ros di perquisire tre persone che avrebbero cercato di condizionare l'esame di legittimità della Corte dei Conti sull'approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell'opera pubblica. Da ricordare che la Corte dei Conti, il 29 ottobre scorso ha emesso una sentenza che nega il «visto di legittimità» al progetto.  .

Dalla nota diffusa dalla Procura si evince che i tre indagati sono un ex presidente aggiunto dalla Corte dei Conti (giudice contabile in quiescenza dal febbraio scorso), un avvocato già consigliere di amministrazione della società "Stretto di Messina Spa" e un imprenditore. Questi ultimi due avrebbero cercato di condizionare «il citato esame» della Corte dei Conti «in favore della società Stretto di Messina Spa», avvicinando il giudice contabile e «promettendogli il loro appoggio» per la nomina ad alte «cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell'esigenza citata».

Secondo la Procura avvocato e imprenditore «avrebbero tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell'opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest'ultimo, dal canto suo, avrebbe offerto – si legge nella nota – la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull'andamento della procedura condotta dalla Corte contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa».

Il magistrato contabile – si afferma nella nota – «avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre del 2025, impegnandosi a predisporre, nell'interesse della “Stretto di Messina Spa”, una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l'interesse a diventare Presidente dell'Antitrust o di una società partecipata».

Sono state svolte perquisizioni a Roma, nelle province di Reggio Calabria e di Frosinone che hanno dato risultati positivi: dice la nota che sono stati «rinvenuti e sequestrati diversi dispostivi elettronici e documenti che verranno sottoposti a specifiche valutazioni e analisi per appurarne la valenza probatoria in relazione alle ipotesi di reato contestate».

*Foto ritagliata di Kasper2006 tratta da Commons Wikimedia, immagine originale e licenza

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