Israele: rapporto di Amnesty International sulla pulizia etnica in Cisgiordania
“Cancellare ogni traccia palestinese. La pulizia etnica di comunità beduine e di pastori in Cisgiordania da parte di Israele” è il titolo del rapporto – a questo link la lunga sintesi in italiano – con cui Amnesty International denuncia il «tacito o esplicito sostegno» della comunità internazionale ai crimini israeliani – compresi il genocidio e l’apartheid – che sta incoraggiando le autorità israeliane a intensificare una «brutale campagna di sfollamento forzato di persone palestinesi e di espansione del controllo della terra nella Cisgiordania».
Questa campagna, scrive Amnesty in un testo di presentazione il 10 giugno, «sta prendendo di mira, attraverso la pulizia etnica, le comunità di beduini e pastori dell’area C della Cisgiordania occupata, mediante la commissione del crimine contro l’umanità di trasferimento forzato». È un’area che costituisce «oltre il 60 per cento della Cisgiordania occupata» ed è da tempo «al centro dei tentativi israeliani di controllarne la terra e la demografia», ovvero dell’esplicito obiettivo politico di annessione formale.
«Stiamo assistendo a un’annessione intenzionale, diretta dallo Stato, in completa violazione del diritto internazionale e sotto gli occhi del mondo intero», ha detto Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International. «Come rivela il nostro rapporto – ha aggiunto – questa situazione non è opera di poche “mele marce”. La violenza dei coloni è una componente essenziale di una campagna, sostenuta dallo Stato, di pulizia etnica, elemento centrale per il mantenimento del sistema israeliano di apartheid».
La ricerca di Amnesty International illustra come «le persone palestinesi siano sradicate con la forza dalle loro terre ancestrali, tagliate fuori dai loro mezzi di sostentamento e terrorizzate fino a lasciare le loro case a causa dell’aumento senza precedenti degli attacchi dei coloni, apertamente condonati e attivamente facilitati da un governo che si vanta della sua intenzione di annettere formalmente ampie porzioni della terra palestinese».
«Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) – leggiamo nella presentazione –, dal gennaio 2023 all’aprile 2026 almeno 117 comunità per lo più di beduini e pastori palestinesi hanno subìto uno sfollamento totale o parziale. Sempre secondo dati delle Nazioni Unite, alla fine dell’aprile 2026 erano state forzatamente sfollate almeno 5910 persone palestinesi. Ciò è accaduto nel contesto di un’ondata senza precedenti di attacchi dei coloni sostenuti dallo stato israeliano. Secondo dati forniti dall’ong israeliana Peace Now, alla fine dell’aprile 2026 i coloni israeliani avevano creato 363 avamposti, 212 dei quali a partire dal 2023».
«A quei leader che affermano ripetutamente di opporsi all’annessione ma non fanno nulla per fermarla – ha detto ancora Callamard – diciamo che la loro mancanza d’azione sta alimentando direttamente crimini contro l’umanità e ha conseguenze globali in termini di ulteriore erosione dell’ordine internazionale basato sulle regole». E dunque «chiediamo, soprattutto agli Stati che hanno influenza su Israele come gli Usa, il Regno Unito, la Germania, l’Italia, altri stati dell’Unione europea e quelli arabi, di vietare immediatamente tutti i commerci, gli investimenti e ogni forma di cooperazione o di assistenza finanziaria che possano contribuire all’occupazione illegale, al sistema di apartheid e alla pulizia etnica di Israele contro le persone palestinesi. Chiediamo inoltre agli stati di imporre sanzioni, come i divieti di viaggio e il congelamento dei conti bancari, nei confronti delle autorità direttamente implicate in tali atti, tra le quali il primo ministro Benjamin Netanyahu, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, il ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, il ministro per gli Insediamenti e le Missioni nazionali Orit Stroock e il ministro della Difesa Israel Katz».
Per bloccare il dramma del trasferimento forzato, Amnesty ha lanciato anche un appello alla presidente del Consiglio del nostro Paese Giorgia Meloni e al suo governo perché imponga «sanzioni mirate contro le autorità israeliane direttamente coinvolte nella pulizia etnica»; e vieti «commercio, investimenti e sostegno finanziario che contribuiscono a mantenere l'apartheid e l'occupazione illegale». L’appello può essee firmato a questo link.
*L'immagine è tratta dalla pagina del sito di Amnesty International sul rapporto "Cancellare ogni traccia palestinese"
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