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Osservatorio carceri Caserta: «Sovraffollamento intollerabile»

Osservatorio carceri Caserta: «Sovraffollamento intollerabile»

CASERTA-ADISTA. L’Osservatorio provinciale di Caserta sulle carceri esprime «forte preoccupazione» per la situazione ormai insostenibile che caratterizza gli istituti penitenziari del territorio: Aversa, Santa Maria Capua Vetere, Carinola e Arienzo.

«Una condizione che rispecchia fedelmente la drammatica tendenza nazionale, con un sovraffollamento che supera le soglie di tollerabilità e che compromette ogni prospettiva di tutela dei diritti fondamentali, sicurezza e trattamento rieducativo», si legge nella nota dell’Osservatorio carceri, diretto da Arturo Formola e composto a don Salvatore Saggiomo, Imma Piccolo, Fabrizio Marino, Rosa De Gregorio, Giusy Luminoso e Antonio Benedetto. «Negli istituti casertani – prosegue la nota – la pressione detentiva ha raggiunto livelli critici: celle pensate per due persone ne ospitano tre o quattro, gli spazi comuni risultano insufficienti, le attività trattamentali vengono ridotte al minimo e il personale (sanitario, educativo e di polizia penitenziaria) opera in condizioni di costante emergenza. Il disagio psichico, l’autolesionismo e le tensioni interne sono in aumento, in linea con quanto registrato a livello nazionale, dove il sovraffollamento ha superato i 64 mila detenuti. La recente mobilitazione nazionale dei Garanti territoriali e i provvedimenti giudiziari che hanno interessato altri istituti italiani confermano che il problema non è più circoscritto a singole realtà, ma rappresenta una crisi strutturale del sistema penitenziario. Anche nel nostro territorio, le criticità rilevate da operatori, volontari e familiari dei detenuti richiedono un intervento immediato e coordinato».

L’Osservatorio provinciale di Caserta chiede con forza: «Interventi strutturali per migliorare l’abitabilità, la sicurezza e la salubrità degli istituti. Rafforzamento del personale educativo, sanitario e di polizia penitenziaria, oggi numericamente insufficiente. Misure deflattive selettive che consentano di ridurre la pressione detentiva senza compromettere la sicurezza. Potenziare le misure alternative per i detenuti con residui di pena brevi e senza profili ostativi. Un piano straordinario per il disagio psichico, oggi una delle emergenze più gravi negli istituti casertani. La dignità delle persone detenute e quella degli operatori non sono in contrapposizione: sono parte della stessa responsabilità istituzionale. Un carcere sovraffollato non rieduca, non cura, non reinserisce e non garantisce sicurezza. È necessario che le istituzioni nazionali e regionali assumano decisioni coraggiose e immediate, affinché anche gli istituti di Aversa, Santa Maria Capua Vetere, Carinola e Arienzo non continuino a essere luoghi di sofferenza e di diritti sospesi». L’Osservatorio ribadisce «il proprio impegno nel monitorare, denunciare e proporre soluzioni concrete, convinto che il carcere debba tornare a essere un luogo costituzionale, dove la pena non annulla la persona e dove la società»

Foto di jraffin da Pixabay

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