Nessun articolo nel carrello

"Disarmare le parole, disarmare i privilegi". Redes Cristianas risponde all'"insulto" di mons. Argüello

“Quando l'insulto sostituisce il dialogo: Manifesto delle Reti Cristiane in risposta alle dichiarazioni del presidente della Conferenza Episcopale Spagnola”: così Redes Cristianas (piattaforma che riunisce oltre 160 gruppi di cattolici progressisti per la riforma della Chiesa cattolica) introduce la sua replica alle parole di mons. Luis Argüello, vescovo di Valladolid e presidente della CEE. Di seguito il testo del Manifesto, pubblicato sul sito di Redes Cristianas l'11 luglio.

Le recenti dichiarazioni del presidente della Conferenza episcopale spagnola, che ha definito il governo spagnolo una «banda di ladri», ci hanno profondamente scandalizzato e preoccupato. Questo non perché la Chiesa debba astenersi dall’esprimere la propria opinione sulla vita pubblica, ma perché l’insulto non può mai sostituire il discernimento o il dialogo.

In una società democratica i rapporti tra le istituzioni devono sempre essere fondati a partire dal rispetto. Chi presiede la Conferenza episcopale non parla solo a nome proprio: rappresenta pubblicamente una Chiesa chiamata ad essere lievito e luogo di fraternità e riconciliazione, non di polarizzazione.

Ci addolora che una parte della gerarchia spagnola, nominata attraverso procedure estranee a qualsiasi partecipazione democratica del Popolo di Dio, appaia troppo spesso allineata con i settori più reazionari della società, mettendo in discussione conquiste democratiche e alimentando lo scontro politico.

L’autorità morale esige anche coerenza. Mentre gravi accuse vengono mosse contro le istituzioni democratiche, la Chiesa cattolica spagnola continua a godere di importanti privilegi storici che contraddicono il principio di uguaglianza. Tra questi, lo scandalo delle immatricolazioni di migliaia di beni in base a una legislazione ereditata dal regime franchista, che ha garantito ai vescovi prerogative eccezionali delle quali nessun altro cittadino o istituzione disponeva. Chi esige esemplarità, dovrebbe cominciare a riesaminare i propri privilegi.

È opportuno ricordare anche il contesto in cui monsignor Argüello ha pronunciato queste offese. Lo ha fatto in risposta al divieto delle cosiddette terapie di conversione rivolte a persone omosessuali. Ancora una volta, assistiamo alla posizione di una parte della gerarchia cattolica che ignora il consenso scientifico – espresso, tra gli altri documenti, nella dichiarazione del 2016 dell’Associazione Mondiale di Psichiatria – e mantiene posizioni che costituiscono una grave discriminazione nei confronti delle persone LGBTQ. Questo contesto rende ancora più preoccupanti il tono utilizzato e il discredito delle istituzioni democratiche.

Tuttavia, non confondiamo la gerarchia con la Chiesa. La Chiesa è composta principalmente da migliaia di comunità, religiose e religiosi, preti e laici che vivono il Vangelo attraverso il servizio agli impoveriti, ai migranti, ai malati e agli esclusi. Questa Chiesa umile e serva merita maggiore rispetto da parte dei suoi gerarchi ed il nostro riconoscimento e la nostra speranza.

Il Vangelo non esige mai privilegi o potere. Gesù di Nazareth non li ha pretesi per imporre la sua verità, né ha cercato l’appoggio dei potenti. La sua autorità scaturiva dalla misericordia, dalla giustizia e dal servizio.

Per questo facciamo nostro l’appello di papa Leone XIV a «disarmare le parole». Ma crediamo anche necessario disarmare i privilegi, rinunciare a ogni pretesa di superiorità morale e ritornare al Vangelo spogliato di potere.

Come «Redes Cristianas» chiediamo alla Conferenza episcopale di abbandonare il linguaggio dello scontro e di recuperare la parola umile che ascolta, dialoga e costruisce umanità. Solo in questo modo la Chiesa potrà essere una buona notizia per il nostro tempo.

*Immagine generata con IA

Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.

Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!

Condividi questo articolo:
  • Chi Siamo

    Adista è un settimanale di informazione indipendente su mondo cattolico e realtà religioso. Ogni settimana pubblica due fascicoli: uno di notizie ed un secondo di documentazione che si alterna ad uno di approfondimento e di riflessione. All'offerta cartacea è affiancato un servizio di informazione quotidiana con il sito Adista.it.

    leggi tutto...

  • Contattaci

  • Seguici

  • Sito conforme a WCAG 2.0 livello A

    Level A conformance,
			     W3C WAI Web Content Accessibility Guidelines 2.0

Sostieni la libertà di stampa, sostieni Adista!

In questo mondo segnato da crisi, guerre e ingiustizie, c’è sempre più bisogno di un’informazione libera, affidabile e indipendente. Soprattutto nel panorama mediatico italiano, per lo più compiacente con i poteri civili ed ecclesiastici, tanto che il nostro Paese è scivolato quest’anno al 46° posto (ultimo in Europa Occidentale) della classifica di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa.