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È morto don Giovanni Cereti. Il ricordo di Noi Siamo Chiesa

È morto don Giovanni Cereti. Il ricordo di Noi Siamo Chiesa

ROMA-ADISTA. Il movimento Noi Siamo Chiesa ricorda il teologo don Giovanni Cereti morto lo scroso primo luglio all'età di 93 anni. Cereti, si legge nella nota del coordinamento nazionale di Noi Siamo Chiesa, è stato «insigne ecumenista e prete impegnato nel rinnovamento della Chiesa cattolica, esponendosi sempre in prima persona, con mitezza, ma anche con determinazione, e pagando i costi della propria libertà con una certa emarginazione da parte dell'istituzione ecclesiastica.

Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita all'Università di Genova nel 1956 aveva ottenuto il dottorato in Teologia Dogmatica alla Pontificia Università Gregoriana, lavorando nel frattempo al Tribunale Ecclesiastico ed esercitando il ministero presbiterale a Bouar in Repubblica Centroafricana. In seguito aveva insegnato in diverse facoltà e istituti teologici. Suo ambito privilegiato di riflessione e di azione è stato l'incontro tra le Chiese cristiane, promosso attraverso la pubblicazione di volumi come il corso di ecumenismo Molte Chiese cristiane. Un'unica Chiesa di Cristo, la direzione dell'Enchiridion Oecumenicum, la più ampia raccolta al mondo di testi di dialogo tra le Chiese, la guida, condivisa col Pastore valdese Paolo Ricca, del Gruppo teologico del Segretariato attività ecumeniche (SAE), la fondazione della sezione italiana della Conferenza mondiale delle religioni per la pace, la partecipazione a innumerevoli incontri convegni interconfessionali in ogni angolo d'Italia, fino all'elaborazione nel 2019 del documento "La Cena del Signore" a favore dell'ospitalità eucaristica.  La sua opera più originale è stata però forse il libro "Divorzio, nuove nozze e penitenza nella Chiesa primitiva", pubblicato nel 1977, nel quale Cereti mostrava come nei primi secoli, sulla scorta Concilio di Nicea del 325, il divorziato che avesse contratto nuove nozze, una volta sottoposto a una penitenza pubblica di un anno, veniva assolto dal peccato di adulterio e riammesso alla piena comunione ecclesiale. Proprio questo studio, motivò l'incontro di Noi siamo Chiesa con Giovanni, invitato a tenere una delle relazioni fondamentali al convegno nazionale "Il problema dei divorziati e risposati nella Chiesa cattolica oggi", organizzato a Milano nel 2001 e sfociato nel volume collettaneo "Dopo il matrimonio", che raccoglieva interventi a favore della riammissione dei divorziati risposati alla Riconciliazione e all'Eucaristia. La tesi di don Giovanni, a lungo ignorata, è tornata al centro del dibattito in occasione dei due Sinodi sulla famiglia del 2014-2015.

Da allora don Giovanni è stato un compagno di viaggio di Noi siamo Chiesa, condividendone molte istanze, prima di tutto il superamento dell'obbligo del celibato per i preti di rito latino e l'apertura di tutti i ministeri alle donne. Queste posizioni, assunte pubblicamente fin da quando sottoscrisse nel 1989 la "lettera di 63 teologi" italiani preoccupati per l'involuzione della vita ecclesiale imposta dal pontificato di Giovanni Paolo II, gli sono naturalmente valse esclusioni soprattutto da ambiti accademici. Tuttavia don Giovanni è sempre rimasto vicino ai movimenti di base, per esempio promuovendo la rete ChiesadituttiChiesadeipoveri. Noi siamo Chiesa lo ricorda come un amico e un compagno di cammino, sempre disponibile a mettere la propria competenza al servizio del sogno di una Chiesa accogliente e misericordiosa».

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