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Colombia: disobbedienza civile se il nuovo presidente rinuncia alla cittadinanza statunitense

Colombia: disobbedienza civile se il nuovo presidente rinuncia alla cittadinanza statunitense

Iván Cepeda Castro (del Pacto Historico, di sinistra, partito del presidente uscente Gustavo Petro), pur in attesa della conclusione del riconteggio dei voti, ha riconosciuto la vittoria di Abelardo De la Espriella (del Movimiento de Salvación Nacional, di destra) al ballottaggio elettorale il 21 giugno scorso come nuovo presidente della Repubblica colombiana. «Lo faccio per senso di responsabilità democratica e come contributo alla pace, perché crediamo profondamente nella democrazia e che le divergenze politiche debbano essere risolte attraverso la partecipazione dei cittadini e il rispetto delle istituzioni», ha dichiarato.

Tuttavia a questo riconoscimento c’è ancora un “ma”: De la Espriella, che ha ottenuto meno dell’1% di voti in più del contendente, e si insedierà il 7 agosto, ha la cittadinanza statunitense (insieme a quella, innocua, italiana). Secondo Cepeda, prima di poter assumere la presidenza, De la Espriella dovrà rinunciare alla cittadinanza statunitense e chiarire la sua collaborazione con le autorità statunitensi nel caso dell'imprenditore colombiano-venezuelano Alex Saab. Cepeda ha avanzato la richiesta ieri in una conferenza stampa durante la quale ha precisato: «Deve essere assolutamente chiaro e definito che De la Espriella rinuncia alla cittadinanza statunitense e deve chiarire se è un collaboratore o un membro delle agenzie di sicurezza statunitensi». Se non rinuncerà alla cittadinanza statunitense o non rispetterà la sovranità giudiziaria della Colombia, in qualità di leader dell'opposizione al nuovo governo, intraprenderà «la via della disobbedienza civile pacifica, che implica il non riconoscere l'autorità di chi non risponde alla difesa della sovranità nazionale».

Secondo quanto avvertito all'inizio di giugno da un gruppo di 36 accademici e giuristi, in vista del secondo turno elettorale del 21, riferisce l’agenzia Efe, la tripla cittadinanza di De la Espriella, potrebbe comportare conflitti di interesse.

«Riteniamo che la sua doppia cittadinanza italiana non sollevi alcun problema legale», si legge nel documento, ma «la cittadinanza americana pone ostacoli legali, etici e politici a chiunque voglia diventare presidente della Colombia», poiché per acquisire la cittadinanza statunitense si presta «un giuramento che implica impegni e doveri legali nei confronti di quel Paese, incompatibili con gli obblighi del presidente della Colombia». E dunque «in caso di conflitto tra la sovranità costituzionale del nostro Paese e quella degli Stati Uniti, De la Espriella dovrebbe schierarsi dalla parte di questi ultimi».

C’è un’altra questione che Cepeda chiede di chiarire, riferisce la Efe: De la Espriella era l'avvocato dell'imprenditore colombiano-venezuelano Alex Saab, attualmente detenuto negli Stati Uniti e accusato di essere un "prestanome" dell'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, anch'egli arrestato negli Stati Uniti.

A tal proposito, Cepeda ha dichiarato oggi che tra il 2013 e il 2019 lo studio di De la Espriella «ha rappresentato Saab in diverse questioni legali», un fatto che il presidente eletto riconosce e ha difeso come legale.

«Tuttavia, ci sono fatti che mettono seriamente in dubbio queste affermazioni. Pochi giorni fa, undici deputati democratici» statunitensi, «hanno indicato che ci sono prove che transazioni bancarie e immobiliari parzialmente finanziate da Alex Saab potrebbero aver avvantaggiato De la Espriella e che è possibile che i beni che l'avvocato possiede negli Stati Uniti siano stati acquisiti illegalmente», ha aggiunto Cepeda.

«Il fatto che Saab e almeno uno dei collaboratori di De la Espriella siano stati processati, mentre lui no, impone di chiarire la natura della collaborazione di De la Espriella con le autorità statunitensi», ha sottolineato il senatore di sinistra.

*Foto ritagliata di Iván Cepeda Castro tratta da Wikimedia Commons, immagine originale e licenza

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