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La TdL non morta: in Benin il 12° forum per la Teologia della Liberazione

La TdL non morta: in Benin il 12° forum per la Teologia della Liberazione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’articolo inviatoci dal teologo spagnolo Juan José Tamayo, pubblicato in data odierna anche da Infolibre..

La teologia della liberazione (TdL) è morta? Questa è la domanda che mi viene spesso posta nelle mie lezioni sia nel Nord globale che nel Sud globale. La domanda riflette implicitamente l'idea della sua morte, diffusa nell'immaginario collettivo, sia laico che religioso.

La mia risposta di solito è che un'idea del genere non risponde alla realtà, ma piuttosto al desiderio di non pochi settori situati dalla parte del fondamentalismo religioso, del neoliberismo economico e del conservatorismo politico. E aggiungo: la TdL è viva e attiva nel nuovo scenario politico, religioso, culturale ed economico non solo in America Latina, dove è nata, ma in tutto il Sud globale, dando origine alla nascita delle teologie del Sud globale e alla sua tendenza decolonizzante dei discorsi cristiani (Juan José Tamayo, Teologie del Sud. La Svolta alla Decolonizzazione, Trotta, 2024, 2ª ed.).  

La migliore prova di questa vitalità è la celebrazione del 12° Forum Mondiale su Teologia e Liberazione (WFTL, 31 luglio-8 agosto) in svolgimento nella città di Cotonou, Benin (Africa occidentale), nell'ambito del 17° Forum Sociale Mondiale (WSF). Tra le ragioni che portarono alla scelta del Benin come sede del WSF e della FMTL vi sono le seguenti: il Benin è un crocevia tra spiritualità voodoo e cultura panafricana, un luogo di memoria storica del commercio degli schiavi e della forte mobilitazione della società civile beninense.

È il sesto Forum che si tiene in Africa. Le prime cinque si sono svolte a Bamako (Mali, 2006), Nairobi (Kenya, 2007), Dakar (Senegal, 2011) e Tunisia (Tunisia, 2013 e 2015). 

La FMTL del Benin riunisce teologi, attivisti, ricercatori e comunità da tutto il mondo per riflettere sull'intersezione tra esperienze religiose, giustizia sociale e la lotta contro tutte le forme di oppressione. È un incontro globale di menti e cuori che mira a favorire il dialogo, esplorare alternative e tessere connessioni nella ricerca collettiva di un Altro Mondo Possibile. Il tema dell'incontro non potrebbe essere più importante e di analisi urgente. Rifiutare la dominazione economica, politica e religiosa; reimmaginare la sovranità da una prospettiva di liberazione.

La ragion d'essere del tema scelto è la conferma della persistenza del dominio economico, politico, religioso e ambientale in tutto il mondo. Di fronte a una tale dominazione globale, non possiamo restare a guardare, ma dobbiamo offrire una risposta coordinata. A tal fine, il Forum ci invita a intraprendere un processo di decolonizzazione di tutte le dimensioni della vita umana ed ecologica e a reimmaginare la sovranità in tutte le sue forme: collettiva e individuale.

La lotta per la sovranità economica richiede di decostruire i meccanismi di oppressione del capitalismo e di restituire la dignità umana a coloro che sono privati dell'attuale modello economico neoliberista e sottoposti a una situazione di ingiustizia strutturale che genera povertà strutturale. La difesa della sovranità politica richiede di sfidare l'autoritarismo, la corruzione e la violenza, oltre a resistere alla necropolitica e lavorare per costruire la pace in tempi di guerre che provocano genocidio, ecocidio e colpi di stato, che non rispettano il diritto internazionale né la sovranità dei popoli.

L'impegno per la difesa della sovranità religiosa richiede di decostruire le eredità decoloniali, sempre più diffuse a causa dell'imperialismo religioso, per fermare la manipolazione delle religioni e il loro uso a fini bellicosi, sessisti, aporofobi, omofobi, xenofobi e razzisti.

La sovranità ecologica e sociale richiede il recupero del territorio, di cui si appropriano multinazionali estrattiviste, così come il recupero della memoria e della cultura dei popoli nativi. Richiede inoltre di analizzare ed eliminare le forme moderne di schiavitù, e di promuovere la giustizia ecologica e di genere di fronte alla violenza di genere, alla migrazione forzata e al cambiamento climatico.

In breve, si tratta di rivedere, rassegnare, riformulare e ricreare la teologia della liberazione nel nuovo scenario geopolitico, culturale ed economico, di aprire nuovi orizzonti per la sovranità e di decolonizzare tutte le relazioni umane ed ecologiche.

Gli assi tematici su cui si sta lavorando nella FMTL del Benin per raggiungere questi obiettivi sono i seguenti: liberazione come orizzonte ermeneutico e pratico; liberazione e decolonialità: liberazione e democrazia al servizio del bene comune; violenza, diritti umani e, soprattutto, i diritti di individui, gruppi e popoli oppressi a cui vengono negati questi diritti; giustizia ambientale e sicurezza alimentare; migrazioni, migrazioni climatiche e territorialità; nuove lingue e la ricostruzione di nuove lingue simboliche e mitiche; il patto tra tradizioni religiose e politiche di giustizia; genere, femminismo e diversità; giovinezza e relazioni intergenerazionali. 

  La Teologia della Liberazione e le Teologie del Sud Globale e le pratiche emancipatorie che promuovono dimostrano con fatti e parole che esistono tradizioni religiose e spiritualità che non sono l'oppio del popolo, ma sentieri di liberazione delle persone più vulnerabili, dei gruppi poveri e oppressi, e dei movimenti di resistenza contro il colonialismo, il capitalismo, il patriarcato, la sovranità bianca, le ingiustizie cognitive e la depredazione della natura.

*Immagine tratta da Religión Digital

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