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"Il governo delle destre vuole reintrodurre il nucleare in Italia". Dichiarazione del Comitato Sì alle Rinnovabili

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la Dichiarazione di Alfiero Grandi, della presidenza del Comitato “Si alle energie rinnovabili No al nucleare” e vicepresidente del Coordinamento per la democrazia costituzionale

Il governo delle destre più dura più fa disastri, ora anche la riesumazione del nucleare.

Ieri il Senato ha approvato un testo di legge elettorale palesemente incostituzionale in diversi punti.  

Adesso la maggioranza di destra insiste con la legge delega che punta a reintrodurre il nucleare in Italia.

Ben due referendum nel 1987 e nel 2011 hanno bocciato a grande maggioranza il nucleare civile in Italia e le centrali che c’erano sono state chiuse. La destra ha la responsabilità di volere una contrapposizione tra la maggioranza del parlamento e il voto dei cittadini.

Questa legge per il ritorno al nucleare è un affronto alla democrazia e alla partecipazione.

Viene sbattuta la porta in faccia agli elettori. La destra un giorno sogna il capo del governo eletto dal popolo e il giorno dopo va contro il voto di ben due referendum popolari che hanno detto No a grande maggioranza. 

Se si ritiene che siano troppo vecchi i referendum si vada alla Corte costituzionale per chiedere una interpretazione autentica della Costituzione, come avvenne nel 2012 con la sentenza 199.

Questa legge è incostituzionale per diverse altre ragioni. Il governo si fa dare una delega in bianco a fare tutto e il suo contrario, fino a stravolgere i conti pubblici.

Con un gioco delle 3 carte vorrebbe far credere che il nucleare è una risposta alla crisi energetica ma il governo stesso, con ottimismo, dice che prima di 10 anni il nucleare non ci sarà nemmeno volendo.

La crisi energetica è ora, risposte a 10 anni sono ridicole. La verità è che il governo ha sostanzialmente rallentato sulle rinnovabili e difficilmente raggiungeremo obiettivi altrimenti del tutto alla portata. L’eolico off shore è fermo malgrado proposte di investimenti privati importanti che darebbero energia elettrica più di tutto il nucleare di cui si blatera.

Il governo finge di risolvere il problema delle scorie radioattive ma in realtà è questo governo che ha rinviato la soluzione di almeno 10 anni. Inoltre il governo non prevede di costituire prima di tutto l’Agenzia per la sicurezza nucleare, entità tecnica indipendente, per dare certezza alle popolazioni. Inoltre parla di autorizzazioni integrate che imporrebbero ad Enti locali, regioni e sovrintendenze le decisioni. Evidentemente il ruolo delle autonomie esiste solo quando conviene alla destra.

Tutto fa pensare che questa legge servirà per la campagna elettorale, per tentare di fare dimenticare i non interventi nelle politiche energetiche, nelle rinnovabili, negli accumuli, il balbettio sull’aumento dei prezzi di benzina, gasolio e gas che stanno colpendo il potere d’acquisto e infiammano l’inflazione.

Prima questo governo se ne andrà prima si potrà cancellare questa legge che prende a schiaffi il voto dei cittadini. In ogni caso il referendum abrogativo sarà sempre possibile. Non c’è 2 senza 3?  

Roma, 16 settembre 2026 

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