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«Le bugie sul decreto estrazioni». Bonelli contesta il decreto annunciato dalla presidente del Consiglio

«Le bugie sul decreto estrazioni». Bonelli contesta il decreto annunciato dalla presidente del Consiglio

«Vogliamo andare avanti sull'aumento della produzione nazionale di petrolio e di gas, perché non ha molto senso comprare all'estero questa energia quando possiamo produrla anche qui in Italia. Ed è questo l'obiettivo della norma che è stata licenziata oggi dal Consiglio dei ministri». Ovvero un decreto con le «disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attività energetiche strategiche» per avviare trivellazioni e sfruttamento dei giacimenti nazionali, onshore come la Val d’Agri (85% del greggio prodotto in Italia) e offshore, come Argo-Cassiopea nel canale di Sicilia (30% del gas).

È l’annuncio fatto da Giorgia Meloni ieri sera in un Videomessaggio su Youtube. È di stamattina il commento di Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, intitolato “Le bugie sul decreto estrazioni”.

Il decreto, spiega Meloni, «permetterà allo Stato di nominare dei commissari che aiutano le Regioni a tagliare i tempi e a rilasciare molto più velocemente permessi e concessioni per la ricerca, l'esplorazione e l'estrazione di idrocarburi sul nostro territorio. Perché l’Italia non può più permettersi di aspettare decenni prima di sbloccare una concessione. Aumentare la produzione nazionale significa ridurre la dipendenza dall’estero, pagare meno, garantire costi più bassi a famiglie e imprese, difendere la sicurezza energetica della nazione. Oltre a generare maggiori royalties e benefici economici e occupazionali per i territori».

«In questi anni – ha aggiunto – noi abbiamo diversificato le fonti di approvvigionamento, abbiamo stretto nuovi accordi con i Paesi produttori, rafforzato il ruolo dell’Italia come hub energetico del Mediterraneo. E, sul fronte delle energie rinnovabili, abbiamo installato finora circa 28 gigawatt in più, facendo tre volte meglio di quello che è stato fatto nello stesso periodo da chi oggi ci fa la morale sull’energia green. Abbiamo stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere cittadini e imprese dal caro energia, potenziato e allargato il bonus sociale a milioni di famiglie, aiutato piccole e grandi imprese ad avere bollette più leggere», ha proseguito Meloni. «E, poi, sulle accise, il taglio che oggi è stato prorogato ancora, per tenere sotto controllo il costo di benzina e gasolio, in attesa di nuovi provvedimenti che sono in arrivo la prossima settimana. Ma, ovviamente, non basta, serve fare di più. Per costruire soluzioni strutturali e di lungo periodo».

Bonelli inorridisce e contesta le affermazioni “bugiarde” della presidente del Consiglio. Scrive:

«Mentre l’Italia vive una crisi climatica severa e drammatica, con alluvioni, siccità e ondate di calore che si susseguono ogni anno, Meloni approva un decreto per accelerare le estrazioni di petrolio e gas, nominando commissari ad hoc per velocizzare permessi e concessioni. Un provvedimento che va nella direzione opposta a quella imposta dall’emergenza climatica e che la premier giustifica raccontando bugie su bugie.


«Meloni si presenta come ‘patriota’ perché riapre le trivelle, sostenendo che così l’energia costerà meno agli italiani. Non è così. Sul decreto estrazioni la premier dice almeno quattro bugie e gli italiani hanno il diritto di conoscere la verità.


Prima bugia. Le riserve certe di gas in Italia ammontano a 42 miliardi di metri cubi: coprirebbero il fabbisogno nazionale per appena otto mesi. Altro che autosufficienza energetica: è pura propaganda.


Seconda bugia. È falso sostenere che riprendere le estrazioni farà scendere il prezzo dell’energia. Il prezzo del gas e dell’elettricità si forma sul mercato internazionale e all’ingrosso, non sulla quota estratta in Italia. Aumentare la produzione interna non significa abbassare le bollette, ma aumentare la dipendenza dal gas.


Terza bugia. Meloni rivendica di aver speso 60 miliardi di euro per abbassare il costo dell’energia. La realtà è diversa: le risorse effettivamente stanziate sono state 38 miliardi, di cui 35 per il caro bollette e 2,7 legati al decreto accise. Un’esagerazione di oltre 20 miliardi che non trova riscontro nei numeri.


Quarta bugia. Il governo vanta di aver installato 28 GW di rinnovabili definendolo un record. In realtà è un record negativo: per rispettare gli obiettivi climatici l’Italia avrebbe dovuto installare 10 GW l’anno, traguardo mai raggiunto. Questo esecutivo ha scelto di puntare sul gas anziché sulle rinnovabili.


Il decreto non farà pagare meno gli italiani: il petrolio e il gas estratti in Italia vengono venduti al prezzo di mercato internazionale e i concessionari non hanno alcun obbligo di destinare la produzione al mercato interno a prezzi calmierati. Meloni nomina i commissari per avviare le estrazioni, ma non per fare le rinnovabili.


E mentre gli italiani pagano bollette record, le società energetiche hanno realizzato, proprio grazie al caro gas e al caro energia, 80 miliardi di euro di profitti. Questo è il vero bilancio della politica energetica di Meloni: extraprofitti per pochi e bollette alle stelle per tutti gli altri.


Altro che patriottismo energetico: è un fallimento che pagano famiglie e imprese ogni giorno in bolletta. Invece di rilanciare le trivellazioni, il governo dovrebbe accelerare sulle rinnovabili, l’unica strada per abbassare davvero i prezzi e ridurre la dipendenza dal gas».

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