Strage silenziosa dei palestinesi: l'Italia faccia la sua parte. Un appello
Oltre 2mila persone hanno già firmato l’appello “La Palestina non deve sparire”, lanciato il 10 settembre dalla Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace.
«Il governo israeliano vuole far sparire la Palestina. Fisicamente, economicamente, culturalmente e politicamente. Gli altri governi scelgono di non vedere ciò che sta accadendo oppure non hanno la volontà di intraprendere una significativa azione comune», si denuncia nella nota diramata il 14 settembre. «In un tempo in cui la lama dell’impotenza affonda nel nostro cuore e nella nostra coscienza per tanti crimini impuniti, dal Sudan all’Ucraina, noi ci rifiutiamo di abbandonare il popolo palestinese e di arrenderci all’inerzia generale».
La fondazione punta il dito sulla «strage intenzionale di innocenti», operata dal governo di Israele e dal suo esercito sotto le mentite spoglie della legittima difesa o dell’errore militare, che si protrae ogni giorno e ogni notte nella Striscia di Gaza, nonostante la finta tregua, e anche a Gerusalemme e nei Territori palestinesi occupati della Cisgiordania. «Accade sotto i nostri occhi. E i nostri occhi tormentano i nostri cuori e le nostre coscienze. E le nostre coscienze non ci danno pace e ci impongono di agire, resistendo ad ogni tentazione di rassegnazione. Se uccidi o lasci uccidere sei colpevole!».
Siamo di fronte alla «più devastante aggressione al popolo palestinese della storia», che si può perpetrare grazie all’indifferenza internazionale degli amici di Israele. Per questo, si legge nell’appello, «la tragedia di Gaza e del popolo palestinese è la tragedia del mondo. Un mondo in cui “una manciata di tiranni” – come ebbe a dire papa Leone XIV nel suo viaggio apostolico in Africa, il 16 aprile 2026 – ci sta trascinando nella terza guerra mondiale, distruggendo tutte le più importanti conquiste dell’umanità, il primato universale della dignità e dei diritti umani, i principi e le istituzioni di giustizia e legalità internazionale democratica, il dovere di proteggere i vulnerabili».
L’appello chiede al Parlamento e al governo italiani di «intervenire, con ogni mezzo politico, diplomatico, economico e culturale disponibile, per fermare ogni ulteriore atto di terrorismo contro il popolo palestinese»; chiede inoltre di «soccorrere e proteggere la popolazione palestinese di Gaza, di Gerusalemme e della Cisgiordania, in attuazione della “Responsabilità di Proteggere” assunta dagli Stati membri dell'Onu e degli obblighi derivanti dal diritto internazionale»; chiede infine di «prendersi cura dei palestinesi evacuati da Gaza e accolti in Italia, garantendogli dignità e diritti, unità familiare e prospettive di vita». All’Italia l’appello chiede di fare «la sua parte»: non «di scegliere tra israeliani e palestinesi» ma di «scegliere tra il diritto e la sua violazione, tra la protezione della vita e la sua distruzione, tra la pace e la guerra».
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