«La nuova legge elettorale altera l'assetto istituzionale del Paese». Storiche e storici contro la proposta in discussione in Parlamento
ROMA-ADISTA. Appello dI numerosi storici e storiche contro la proposta di legge elettorale all’esame del Parlamento (l'elenco dei firmatari aggiornato al 18 settembre è pubblicato in calce al testo).
«Il disegno di legge elettorale in via di approvazione in queste settimane costituisce per noi studiosi e docenti di Storia contemporanea e di altre discipline storiche motivo di grande preoccupazione, perché la sua approvazione altererebbe in modo rilevante gli assetti istituzionali del nostro paese - si legge nel testo -.
La storia contemporanea mostra l’importanza della rappresentanza e del Parlamento quali espressioni fondamentali della sovranità popolare. Nel secolo scorso l’affermazione di regimi autoritari e totalitari è quasi sempre passata attraverso lo svuotamento o l’eliminazione di entrambi. In diversi Paesi occidentali, negli ultimi decenni il loro ruolo si è fortemente ridotto e si rischia di smarrire il senso stesso della loro rilevanza. Una delle espressioni più gravi dell’attuale crisi della democrazia, non solo in Italia, è la crescente polarizzazione delle nostre società, cui sono legati anche crisi dei partiti, crescita del radicalismo antisistemico, concentrazione di potere nelle mani del leader, astensionismo elettorale, frammentazione e volatilità del voto, ecc. Queste tendenze sono state aggravate in Italia da ripetuti mutamenti della legge elettorale, che per la sua rilevanza costituzionale non è una legge ordinaria come le altre. Riguardando le comuni “regole del gioco”, è opportuno che tali leggi non siano presentate dal governo, che siano oggetto di approfondita discussione, che siano il più possibile condivise con l’opposizione, che non siano approvate con voti di fiducia e che siano adottate a distanza dalle elezioni, principi più volte violati dalle ultime leggi elettorali e da quella in discussione.
Sono oggi in atto forti spinte per uno spostamento del potere verso l’esecutivo che mettono in discussione la divisione e l’equilibrio dei poteri, essenziali in qualsiasi Stato liberale e democratico, a scapito delle istituzioni di rappresentanza e del potere giudiziario, configurando talvolta esplicite trasformazioni in senso autoritario. Come con altre leggi elettorali degli ultimi anni, anche con la riforma elettorale in discussione si trasformano di fatto le elezioni da momento di designazione dei rappresentanti a mezzo per stabilire chi detiene il potere esecutivo sottraendo questa scelta al Parlamento. Attraverso un sistema proporzionale con premio di maggioranza quasi unico al mondo, la riforma punta ad affidare per un’intera legislatura un grande potere ad una coalizione rappresentativa di una netta minoranza di elettori. Tale trasformazione – accompagnata dall’obbligo di indicare il candidato Presidente del Consiglio, interferendo con le prerogative del Presidente della Repubblica – introduce un premierato di fatto, in contrasto con la Costituzione e aggirando le garanzie richieste dalle procedure di riforma costituzionale.
Invece di promuovere una maggiore partecipazione degli elettori, il nuovo meccanismo elettorale induce un’ulteriore polarizzazione degli schieramenti, incentiva la competizione tra coalizioni forzate ad essere tali dalla stessa legge elettorale e impone artificiosamente sulle altre una coalizione politica minoritaria, peraltro eterogenea e condizionata dalle sue componenti interne. Tutto ciò vanifica di fatto i presunti benefici della stabilità. La nuova legge penalizza ulteriormente la mediazione politica e inibisce il processo deliberativo attraverso cui istanze diverse – comprese quelle delle minoranze – vengono comunque considerate, entrambi modi tra i più efficaci per contrastare la polarizzazione. Inoltre, il premio di maggioranza porta la coalizione vincente vicino alle “maggioranze di garanzia” permettendole l’elezione in autonomia del Presidente della repubblica, dei giudici costituzionali, dei membri di nomina parlamentare del Consiglio superiore della magistratura e di quelli delle commissioni parlamentari e delle Autorità amministrative indipendenti, senza un concorso dell’opposizione essenziale per evitare forme di “dittatura della maggioranza”.
Non è questo il futuro che vogliamo per la nostra democrazia repubblicana, non è questo l’esito cui indirizzare la storia del nostro Paese e per questo, nel richiamo ai principi della Carta costituzionale, esprimiamo la nostra netta contrarietà al disegno di legge elettorale in discussione».
Salvatore Adorno (già Università di Catania), Paolo Acanfora (La Sapienza Università di Roma), Giulia Albanese (Università di Padova), Manfredi Alberti (Università di Palermo), Donatello Aramini (La Sapienza Università di Roma), Enrica Asquer (Università di Genova), Roberto Balzani (Università di Bologna), Paolo Barcella (Università di Bergamo), Tommaso Baris (Università di Palermo), Michele Battini (già Università di Pisa), Luciana Bellatalla (già Università di Ferrara), Alessandro Bellino (Università Cattolica, Milano), Francesco Benigno (emerito Scuola Normale Superiore, Pisa), Emanuele Bernardi (La Sapienza Università di Roma), Lorenzo Bertucelli (Università di Modena e Reggio Emilia), Alessandra Bitumi (Università di Teramo), Paolo Borioni (La Sapienza Università di Roma), Paolo Borruso (Università Cattolica, Milano), Alfonso Botti (già Università di Modena e Reggio Emilia), Barbara Bracco (Università di Milano Bicocca), Camillo Brezzi (già Università di Siena), Paolo Buchignani (già Università per stranieri "Dante Alighieri", Reggio Calabria), Augusto Cacopardo (Università di Firenze), Giulia Calvi (già Università di Siena), Fulvio Cammarano (Università di Bologna), Mirco Carrattieri (Università di Bergamo), Bruno Cartosio (già Università di Bergamo), Carolina Castellano (Università di Napoli Federico II), Pietro Causarano (Università di Firenze), Francesca Cavarocchi (Università di Firenze), Stefano Cavazza (Università di Bologna), Lucia Ceci (Università di Roma Tor Vergata), Laura Cerasi (Università Ca’ Foscari, Venezia), Giovanni Cerchia (Università del Molise), Paolo Corsini (già Università di Parma, Presidente Istituto nazionale “Ferruccio Parri”), Federico Creatini (Università della Calabria), Giovanna D’Amico (Università di Messina), Augusto D’Angelo (La Sapienza Università di Roma), Michela D’Angelo (Università di Messina), Daria De Donno (Università del Salento), Fulvio De Giorgi (Università di Modena e Reggio Emilia), Mario Del Pero (Sciences Po, Paris), Giorgio Del Zanna (Università Cattolica, Milano), Tommaso Detti (già Università di Siena), Giovanni Dessì (Università di Roma Tor Vergata), Pietro Nicola Di Girolamo (Università di Teramo), Andrea Di Michele (Libera Università di Bolzano), Paolo Favilli (già Università di Genova), Ferdinando Fasce (già Università di Genova), Monica Fioravanzo (Università di Padova), Vinzia Fiorino (Università di Pisa), Filippo Focardi (Università di Padova), Guido Formigoni (Iulm, Milano), Mauro Forno (Università di Torino), Gianluca Fulvetti (Università di Pisa), Patrizia Gabrielli (Università di Siena), Daria Lucia Gabusi (Università di Verona), Monica Galfrè (Università di Firenze), Valeria Galimi (Università di Firenze), Bianca Gaudenzi (Università di Firenze), Umberto Gentiloni Silveri (La Sapienza Università di Roma), Andrea Giardina (emerito, Scuola Normale Superiore, Pisa), Antonio Gibelli (già Università di Genova), Maria Chiara Giorgi (La Sapienza Università di Roma), Agostino Giovagnoli (emerito, Università Cattolica, Milano), Vito Francesco Gironda (Università di Bielefeld), Elisa Giunipero (Università Cattolica, Milano), Paola Govoni (Università di Bologna), Giovanni Gozzini (già Università di Siena), Gabriella Gribaudi (Università di Napoli Federico II), Alessandro Guerra (La Sapienza Università di Roma), Sandro Guerrieri (La Sapienza Università di Roma), Alexander Höbel (Università di Sassari), Isabella Insolvibile (Università Mercatorum), Lorenzo Kamel (Università di Torino), Nicola Labanca (Università di Siena), Gianni La Bella (già Università di Modena e Reggio Emilia), Daniela Lombardi (già Università di Pisa), Fabrizio Loreto (Università di Torino), Marzia Maccaferri (Queen Mary University of London), Brunello Mantelli (già Università di Torino), Marta Margotti (Università di Torino), Andrea Mariuzzo (Università di Modena e Reggio Emilia), Dora Marucco (già Università di Torino), Arturo Marzano (Università di Roma Tre), Antonella Meniconi (La Sapienza Università di Roma), Daniele Menozzi (emerito, Scuola Normale Superiore, Pisa), Maria Grazia Meriggi (già Università di Bergamo), Simona Merlo (Università Roma Tre), Giancarlo Monina (Università di Roma Tre), Simona Mori (Università di Bergamo), Salvatore Mura (Università di Sassari), Stefano Musso (già Università di Torino), Simone Neri Serneri (già Università di Firenze), Giulio Ongaro (Università di Milano Bicocca), Fraser Ottanelli (University of South Florida, Tampa), Maria Antonia Paiano (Università di Firenze), Cesare Panizza (Università di Bergamo), Catia Papa (Università della Tuscia), Silvana Patriarca (emerita, Fordham University, New York), Enrico Palumbo (Iulm, Milano), Ilaria Pavan (Scuola IMT, Lucca), Rossano Pazzagli (Università del Molise), Giancarlo Pellegrini (già Università di Pisa), Anna Pellegrino (Università di Bologna), Jacopo Perazzoli (Università di Bergamo), Stefano Petrungaro (Università Ca’ Foscari, Venezia), Stefano Picciaredda (Università di Foggia), Luigi Piccioni (Università della Calabria), Silvio Pons (emerito, Scuola Normale Superiore, Pisa), Matteo Pretelli (Università di Napoli L’Orientale), Fabio Pruneri (Università di Sassari), Leonardo Rapone (già Università della Tuscia), Paolo Raspadori (Università di Perugia), Maurizio Ridolfi (Università della Tuscia), Gabriele Rigano (Università di Roma Tre), Marcella Rizzo (già Università del Salento), Federico Romero (emerito, Istituto Universitario Europeo), Marco Rovinello (Università della Calabria), Antonella Salomoni (Università di Bologna), Silvia Salvatici (Università di Firenze), Enrica Salvatori (Università di Pisa), Paola S. Salvatori (Scuola Normale Superiore, Pisa), Andrea Sangiovanni (Università di Teramo), Filippo Sani (Università di Sassari), Daniela Saresella (Università di Milano), Raffaele Savigni (già Università di Bologna), Filippo Sbrana (Università per Stranieri di Perugia), Giovanni Scirocco (Università di Bergamo), Gianluca Scroccu (Università di Cagliari), Enrico Serventi Longhi (Università di Messina), Elisa Signori (già Università di Pavia), Simonetta Soldani (già Università di Firenze), Francesco Somaini (Università del Salento), Carlotta Sorba (Istituto Universitario Europeo – Università di Padova), Marco Soresina (Università di Milano), Carlo Spagnolo (Università di Bari), Lucinia Speciale (Università del Salento), Maria Rosaria Stabili (emerita, Università di Roma Tre), Carlo Stiaccini (Università di Genova), Marina Tesoro (già Università di Pavia), Bruno Tobia (già La Sapienza Università di Roma), Marica Tolomelli (Università di Bologna), Luigi Tomassini (già Università di Bologna), Anna Tonelli (Università di Urbino), Giorgio Uberti (già Università Cattolica, Milano), Giorgio Vecchio (già Università di Parma), Elisabetta Vezzosi (studiosa Senior, Università di Trieste), Albertina Vittoria (già Università di Sassari), Paolo Zanini (Università di Milano), Bruno Ziglioli (Università di Pavia), Maurizio Zinni (La Sapienza Università di Roma).
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