Debutta a teatro "Non sono solo": le storie dei cattolici che si opposero a Hitler
ROMA-ADISTA. Debutta a Bologna, nell’ambito del Festival Francescano, il monologo teatrale «Non sono solo. Storie di cattolici che si opposero a Hitler», adattamento scenico del libro La lama e la croce di Francesco Comina, pubblicato nel 2024 da Libreria Editrice Vaticana. L’appuntamento è per sabato 26 settembre alle ore 19 all’Oratorio San Filippo Neri di Bologna (ingresso libero).
Lo spettacolo, prodotto da Libreria Editrice Vaticana e da Bam!Bam! Teatro, racconta la vicenda di alcuni oppositori e oppositrici al nazismo (italiani, austriaci e tedeschi) che vennero uccisi per il loro rifiuto ad aderire al regime di Hitler e per la lotta nonviolenta che portarono avanti nel contrastare l’ideologia nazista. Tra le figure di cui si racconta nel monologo compaiono il beato Franz Jägerstätter, Maria Terwiel, padre Franz Reinisch, Eva-Maria Buch.
Ideato da Lorenzo Fazzini, responsabile editoriale della Libreria Editrice Vaticana, il monologo teatrale vede sul palco come attore protagonista Lorenzo Bassotto, che firma anche l’adattamento teatrale e la regia, e come musicista Olmo Chittò, che suonerà strumenti a percussione elettronici e utilizzerà un grammofono d’epoca con musiche originali e di repertorio.
«Abbiamo seguito l’ispirazione di dar voce agli straordinari testimoni del libro di Francesco Comina immaginando di far parlare quell’uomo, il boia nazista Johann Reichhart, che causò la morte di molti di loro – spiega Lorenzo Bassotto, già sul palco in pièce di successo come Pierre e Mohamed di Adrien Candiard –. Tramite questa licenza poetica, lo spettatore sprofonda nella logica terribile e disumana del nazismo, per poi, alla fine dello spettacolo, ritrovare cristianamente la luce dell’umanità e della speranza attraverso una redenzione e un perdono che sbocciano come possibilità di bene dentro il buio della storia».
«I testimoni antinazisti che ho raccontato nel mio libro hanno vissuto il loro “no” al nazismo con coraggio e fedeltà – spiega Francesco Comina, autore del libro La lama e la croce dal quale è nato il monologo teatrale –. Queste persone (uomini, donne, giovani, alcuni ragazzini, sacerdoti, …) hanno vissuto con sorella morte accanto, nella limpida coscienza di saper sacrificare la propria vita per opporsi alla più micidiale macchina di morte che la storia umana abbia mai visto all’opera, il nazismo. Essi hanno accettato la morte per opporsi ad un’ideologia mortifera, dando così la vita in difesa della propria coscienza».
«Siamo molto contenti di questo debutto dello spettacolo Non sono solo al Festival Francescano, in un’edizione che dedica la sua attenzione al tema di sorella morte – spiega Lorenzo Fazzini, responsabile editoriale di Libreria Editrice Vaticana –. La singolare coincidenza tra il Festival di quest’anno e un monologo che parla di vite umane offerte per fedeltà alla propria coscienza contro l’ideologia di morte che fu il nazismo testimonia la possibilità feconda che il cristianesimo offre alla storia degli uomini. Per noi di Libreria Editrice Vaticana è anche un debutto doppio: per la prima volta produciamo uno spettacolo teatrale tratto da un nostro libro. Questa scelta attesta il fatto che il mondo editoriale può espandere il proprio raggio d’influenza raggiungendo nuovi pubblici con il proprio messaggio, in questo caso la grande testimonianza di cristiani che si opposero al nazismo in nome della propria fede, al prezzo della propria vita».
Ci furono persone che dissero «No!» a Hitler? La risposta è sì, anzi: nella stagione del nazismo migliaia di individui, singoli o riuniti in gruppi, si schierarono contro la follia omicida dilagante nel Terzo Reich. Tra questi si annoverano anche molti cattolici, uomini e donne animati da una fede in nome della quale hanno avuto il coraggio di rifiutare l’adesione plaudente dei più o la sottomissione silente della maggioranza al potere dalla croce uncinata. Francesco Comina ha visitato Berlino e Monaco, le Alpi austriache e l’Alto Adige. Ha incontrato gli eredi di quei testimoni, ha studiato le loro lettere e consultato i documenti dei processi sommari cui sono stati sottoposti. E presenta qui alcuni profili fra i tanti e tante credenti in Cristo che ebbero l’ardire di opporsi al nazismo a costo della vita. Questi testimoni ci insegnano ad aver fiducia nel bene anche nei tempi più oscuri e a esser grati perché è esistita gente fedele alla propria coscienza. Fino alle estreme conseguenze.
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