Per la prima volta dopo 30, l'Italia si astiene sull'embargo a Cuba
Per la prima volta dopo 34 anni, nella votazione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite riguardo all'embargo statunitense su Cuba, l’Italia si è astenuta. Non accadeva dal 1994. Dall’anno successivo fino al 2025, il nostro Paese ha sempre votato favorevolmente alla risoluzione cubana.
In un comunicato ufficiale del 25 ottobre della Farnesina si afferma che la scelta è stata determinata dalla necessità di accelerare i cambiamenti a Cuba, le cui autorità sono considerate responsabili della crisi che attraversa l’Isola caraibica. «È urgente la necessità di riforme sostanziali nei settori politico, economico, sociale e giudiziario da parte delle autorità cubane per alleviare la sofferenza del popolo cubano», si legge nel comunicato.
«Le riforme non arrivano; le decisioni delle autorità cubane sono la causa della crisi attuale», ha affermato il Ministero degli Esteri, che sollecita il governo dell’Isola a dare maggiore slancio e costruttività alle 176 misure economiche e sociali che aveva annunciato a giugno, fra cui iniziative legate all'attività economica e alla partecipazione del settore privato.
L’astensione, come da comunicato, non significa non riconoscere che l'embargo statunitense sia dannoso per la popolazione, intende piuttosto responsabilizzare della crisi soprattutto il governo cubano.
Fra i Paesi europei, insieme all’Italia si sono astenuti Germania, Paesi Bassi, Polonia, Grecia, Bulgaria, Romania, Estonia, Lettonia e Croazia. E anche Albania, Montenegro e Repubblica di Moldavia.
La risoluzione è stata approvata con 130 voti favorevoli (165 l’anno scorso), 17 contrari e 25 astensioni, rispetto ai 165 supporti, sette voti contrari e 12 astensioni registrati nel 2025. I Paesi europei che hanno votato contro sono: Bosnia-Erzegovina, Repubblica Ceca, Ungheria, Lituania, Macedonia del Nord, Slovenia e Ucraina.
*Foto ritagliata tratta da Wikimedia Commons, immagine originale e licenza
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