Credenti fratelli, atei coltelli? Osservazioni di un lettore su una frase di papa Leone
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente lettera firmata da Ivano Pioli.
«...non possiamo amare davvero il nostro prossimo se non come figli di uno stesso Padre che ci ha amati per primo nel suo Figlio Gesù». Così papa Leone XIV nell'Angelus del 25 ottobre. Quindi, secondo il papa, chi non crede in Dio padre non può considerare le altre persone come fratelli ed amarle come tali. Conosco atei che mi sono stati e mi sono vicini molto più di tanti che si considerano buoni cristiani (magari solo perché la domenica vanno a messa e fanno la comunione...). Mi sembra strano che il papa non abbia mai incontrato persone del genere... Come sempre la Chiesa cattolica si propone come depositaria della verità e anche della vera umanità. Solo loro sanno cosa sia la vera compassione, come tempo fa il papa ha detto parlando di quelli che propugnano la scelta di una morte dignitosa, definendo quella loro una "falsa compassione". Solo le persone di Chiesa sanno cosa sia il vero amore per il prossimo, mentre forse è più vero quello di chi non crede, perché non ha bisogno di un Dio Padre che lo renda possibile. «Chi si esalta sarà umiliato», ha detto Qualcuno 2000 anni fa...
*Foto di dominio pubblico
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